Ecco la scheda in anteprima per i librai del sequel de “L’acchiapparatti”. Contiene uno strillo, un riassunto di parte della trama, una piccola nota sull’autore e un estratto dal testo. Che cosa ve ne sembra?
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Francesco Barbi
Il Burattinaio
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Da L’acchiapparatti a Il Burattinaio, dagli emarginati ai folli. Sinistri figuri, enigmatici pazzi e comuni squilibrati incrociano le loro strade per dar vita a un intreccio mozzafiato che trascina oltre le Terre di Confine, oltre i canoni del fantasy. Tutti ignari di essere pedine nel piano di vendetta del burattinaio.
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L’Oracolo, sopravvissuto sette volte al Tocco della Luce, ha predetto la caduta del regno di Olm. L’Arconte Ossor, uno dei pochi che ancora credono nel potere del chiaroveggente, torna a consultarlo e si convince che l’imminente catastrofe sia in qualche modo legata alla scomparsa del mostro di Giloc, precipitato cinque anni prima sul fondo di un crepaccio nelle lontane Terre di Confine.
Un manipolo di Guardiani dell’Equilibrio, inquisitori incaricati di condannare ogni forma di magia, parte da Olm per far luce sulla vicenda. È il loro capo, l’Indice, a sovrintendere alle operazioni per la riesumazione del mostro e a condurre le indagini circa la comparsa di un presunto stregone. Schiavo della spinavera e spietato, raccoglie voci e dicerie, interroga e tortura i paesani per scoprire l’identità e la dimora di colui che cerca. Fiuta e segue le tracce dell’acchiapparatti di nome Zaccaria fino a Ombroreggia, dove lo cattura e lo rinchiude in un gabbiotto di ferro per condurlo a Olm.
Ma Zaccaria ospita in sé un terribile segreto. Ci sono giorni in cui il gobbo parla attraverso di lui. Ci sono giorni in cui è un terzo ad abitarlo…
Molti altri saranno trascinati nel viaggio attraverso e oltre le Terre di Confine, verso Olm: Gamara, il cacciatore di taglie accecato dalla sete di vendetta; i due bambini Steben e Nodo, incatenati sul carro del raccogli-orfani; il colosso, in cammino dietro di loro; la strega strabica, la prostituta e la ragazza, unite nel disperato tentativo di salvarsi e di salvare Zaccaria.
Tutti protagonisti, tutti ignari di essere pedine nelle mani del burattinaio.
Non è un caso che il mostro in decomposizione, nascosto su una chiatta, venga condotto via fiume nella stessa direzione.
Il burattinaio aspetta da lungo tempo. Ha concepito un piano diabolico.
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Francesco Barbi è nato a Pisa nel 1975. Laureato in Scienze Fisiche, è insegnante di matematica e fisica nella scuola superiore. L’acchiapparatti, suo romanzo d’esordio, è stato pubblicato dai tipi della B.C.Dalai nel 2010 e ha riscosso un notevole successo di pubblico e di critica.
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«Proprio qui dovevo rifinire.» L’uomo si passò una mano sul volto, tirò su un bel catarro e sputò verso lo strapiombo. «Per Belzebù, di tutti i posti dove potevo capitare vado a ricapitare proprio dove sono crepato!» Si grattò la testa, cercò di trovare una posizione più comoda per gli arti inferiori. «Per giunta prigioniero! Prigioniero in una gabbia striminzita a venti piedi da terra… e prigioniero nel corpo tutto strano di quest’altro.» Infilò i piedi tra le sbarre, allungò le gambe e le lasciò penzolare nel vuoto.
«Be’, che ha di male il nostro corpo?»
La bocca che aveva appena parlato si spalancò in un’espressione di sorpresa.
«Per Belzebù, ci sei anche tu?»
«Noi? Sì, sì, noi ci siamo.»
«Ma… Ma quando ci sono io, non ci sei tu… Non era mai successo che…»
«Se qualcosa accade, c’è sempre una prima volta. Anche se è l’unica. In quel caso è la prima e unica. Sì, la prima e unica volta.»
«Lasciami parlare, accidenti a te!»
«Speriamo che non sia l’unica, stavolta… Ah, già, è bello poter parlare di nuovo con te.» L’uomo si abbracciò.
«Ma che accidenti fai! E io che credevo tu fossi meno rintronato.» La pelle della faccia si corrugò.
Poi si distese. «No, no, non siamo rintronati. Siamo in contatto con le nostre emozioni. Sì, in contatto.»
«Ma se sei tale e quale. Uno…» Il volto divenne paonazzo, poi si rilassò di nuovo.
«Non ti zittiremmo così, se fossimo tali e quali. No, no. Zaccaria è cambiato. Sì, ha fatto molta strada.»