2011 22 set

Il burattinaio

Author: admin

L’Oracolo, sopravvissuto sette volte al Tocco della Luce, ha predetto la caduta del Regno di Olm. L’Arconte Ossor, uno dei pochi che ancora credono nel potere del chiaroveggente, torna a consultarlo e si convince che l’imminente catastrofe sia in qualche modo legata alla scomparsa del mostro di Giloc, precipitato quattro anni prima, in circostanze alquanto misteriose, sul fondo di un crepaccio nelle lontane Terre di Confine.

Un manipolo di Guardiani dell’Equilibrio, inquisitori incaricati di reprimere ogni forma di eresia e stregoneria, parte da Olm per far luce sulla vicenda. È il loro capo, l’Indice, a sovrintendere alle operazioni per la riesumazione del mostro e a condurre le indagini circa la comparsa di un presunto stregone nel vicino paese di Tilos. Schiavo della spinavera e spietato, raccoglie voci e dicerie, interroga e tortura i paesani per scoprire l’identità e la dimora di colui che cerca. Fiuta e segue le tracce dell’acchiapparatti di nome Zaccaria fino a Ombroreggia, dove lo cattura e lo rinchiude in un gabbiotto di ferro per condurlo a Olm. Ma Zaccaria «ospita» in sé un terribile segreto. Ci sono giorni in cui il gobbo parla attraverso di lui. Ci sono giorni in cui è un terzo ad abitarlo…

Molti altri saranno trascinati nel viaggio attraverso e oltre le Terre di Confine, verso Olm: Gamara, il cacciatore di taglie accecato dalla sete di vendetta; i due bambini Steben e Nodo, incatenati sul carro del raccogli-orfani; Orgo il gigante, in cammino dietro di loro; la strega strabica con la procace figlia adottiva e l’amica ex prostituta, unite nel disperato tentativo di salvarsi e di salvare Zaccaria. Tutti protagonisti, tutti ignari di essere pedine nelle mani del burattinaio. Non è un caso che il mostro in decomposizione, nascosto su una chiatta, venga condotto via fiume nella stessa direzione.
Il burattinaio aspetta da lungo tempo. Ha concepito un piano diabolico.

Da L’acchiapparatti a Il burattinaio, dagli emarginati ai folli. Sinistri, enigmatici, squilibrati personaggi incrociano le loro strade per dar vita a un intreccio mozzafiato che trascina oltre i canoni del fantasy. Tutti ignari di essere pedine nel piano di vendetta del burattinaio.

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14 Commenti su “Il burattinaio”

  1. Marco:

    Ciao Francesco,
    Ero in libreria oggi e il chiavistello in copertina, il titolo, il nome italiano dell’autore mi hanno irrimediabilmente avvicinato a te e al tuo libro. Lo comincerò stanotte. Ti dico subito che quanto ho potuto leggere sulla seconda di copertina è quanto di più evocativo e stimolante potessi trovare in perfetta armonia con il mesmerismo di chiavistello e titolo appunto. C’è un’”italianità” spiccata ed elegante nella scelta dei nomi (di personaggi e luoghi) nella trama, nell’ambientazione. Non voglio presumere troppo ora che devo ancora cominciare, ma so quando giudicare un libro dalla opertina non mi porta lontano da ciò che realmente ho tra le mani. So che mi piacerà e te lo farò sapere quanto prima, quando avrò letto almeno il primo capitolo. (Intanto “L’acchiapparatti” è già stato ordinato). Marco (35 anni, Sasso Marconi, BO)

  2. Francesco Barbi:

    Ciao Marco, benvenuto. Mi ha fatto un gran piacere sapere che la copertina de “Il burattinaio” ti ha colpito e quasi “chiamato”… e che hai trovato intriganti i nomi dei personaggi e dei luoghi.
    I due romanzi sono autoconsistenti, hanno un inizio e una fine, e in effetti non è necessario leggere il primo per la comprensione della trama del secondo. D’altra parte, visto che hai intenzione di leggerli entrambi, ti consiglio di iniziare con “L’acchiapparatti”, le cui vicende precedono quelle narrate ne “Il burattinaio”.

  3. Marco:

    Il Prologo e la Riesumazione mi hanno catturato!!! L’atmosfera e il vigore del mondo che hai creato sono vibranti. L’idea dell’Oracolo, l’Arconte, l’Incarnato, i loro “protocolli”, l’etichetta, la cupezza……certe suggestioni di Herbert e Moorcock aleggiano!!! Non so se riuscirò ad aspettare i pochi giorni che mi separano dall’arrivo dell’Acchiapparatti, sono troppo avido di storie! Finalmente del fantasy fresco che non ritriti elfi, nani, draghi, e luoghi anglofoni (o elfofoni), ma parli un linguaggio più vicino -posso dirlo?- alla tradizione che ci appartiene. Come ti dicevo io ci trovo molta “esperienza italiana”, molta prospettiva del nostro medioevo e questo rende il tutto davvero autentico e gustoso. Hai conquistato un fedele, ti seguirò con attenzione di qui in avanti!

  4. Francesco Barbi:

    @Marco: Sono contento che prologo e primo capitolo si siano dimostrati all’altezza delle aspettative e ti ringrazio per questo tuo primo feedback.
    A proposito dell’ordine di lettura, ribadisco, aspetterei l’arrivo dell’acchiapparatti…

  5. Marco:

    Seguirò il tuo consiglio: ho letto un altro paio di capitoli e forse è il momento per un “flashback”.

  6. Francesco Barbi:

    Perfetto, nel commento precedente stavo quasi per dirti che avresti potuto leggere altri 2 o 3 capitoli ma che poi sarebbe stato meglio aspettare l’arrivo de “L’acchiapparatti”… Per chi è intenzionato a leggerli entrambi, è un peccato leggere il primo dopo aver letto il secondo.

  7. Lidia Perfinta:

    Concordo con Francesco. Meglio partire dal primo libro, sebbene le due storie possano essere godibili anche l’una senza l’altra. :)

  8. Psicomama:

    Ciao a tutti e soprattutto a Lidia che mi ha chiamata in causa e a cui non ho risposto. Dopo che l’ho tanto ‘menata’ dicendo che non vedevo l’ora che iniziassi il Burattinaio sono sparita proprio ora che l’hai iniziato.
    Purtroppo ho un periodo difficile per cause familiari importanti e mi trovo con il tempo dimezzato e una fatica enorme addosso. Di giorno sono presa fra il lavoro e queste nuove faccende e la sera sono stanchissima e crollo sfinita ad orari improbabili. Mi spiace molto essere così assente. Spero che le cose migliorino nei prossimi tempi ma non vedo per ora una soluzione rapida.
    Persino la lettura del Burattinaio è andata a rilento malgrado quanto sia stata per me un’esperienza travolgente e piacevolissima.
    Ho persino tardato a segnarlo come lettura finita su aNobii perché non trovavo il tempo per la breve recensione che ho pubblicato. Alla fine ho preferito scrivere poche righe di getto che aspettare ancora.
    Insomma, se sono latitante chiedo scusa e ne sono dispiaciuta.
    Sono curiosissima di conoscere le tue impressioni, Lidia, e cercherò di trovare il tempo per leggere i tuoi commenti e risponderti, magari non con la solerzia di sempre.
    Io ho già finito e goduto il libro e sono curiosa di sapere tutto quello che ti va di commentare, criticare, discutere durante la lettura (magari parlando un po’ cifrato). Tutto quel che ti lascia sorpresa, perplessa, disgustata (sì, c’è anche questo!) amareggiata (io aiutata dalla fase di emotività ’scoperta’ che sto attraversando mi sono fatta pure un piantino). Non aggiungo impressioni mie più precise per non anticiparti ma ho senz’altro qualcosa da dire eventualmente su tutto! :-D
    Ora che ho finito il libro, cercherò di fare capolino più spesso… e comunque, anche se meno assidua, ci sono sempre e vi penso.
    Ormai siamo amici di penna e navigatori degli stessi mondi immaginari.
    Vado a letto!

  9. Lidia Perfinta:

    Psicomama.
    Non preoccuparti, prenditi pure tutto il tempo che vuoi per rispondere ai messaggi.
    Ti faccio sapere appena ho finito il libro. E… su col morale. Come hai detto, navighiamo negli stessi mondi, perciò, ti sono vicina. :)

  10. Psicomama:

    Lidia, che bel messaggio, mi ha fatto un grande piacere. L’ho “sentita” davvero la tua vicinanza.
    In realtà non sono giù di morale, non è niente di grave; sono solo immensamente stanca e senza risorse, quindi non c’è da preoccuparsi, solo da pazientare molto. Ti ringrazio davvero di cuore per la comprensione.
    Vado a scrivere di là. :-)

  11. Lidia Perfinta:

    Psicomama. Sono contenta. ;)

  12. Psicomama:

    Lidia, hai finito il Burattinaio? Ti è piaciuto?

  13. Lidia Perfinta:

    Ciao Psicomama.
    Ho finito il libro da due o tre giorni. Mi è piaciuto moltissimo. Più del primo. Ho trovato gli eventi molto più incalzanti, più incisivi e anche più drammatici. I personaggi, comunque, sono il punto forte della storia. Sono loro, più che le vicende intricate, a trascinarti fino in fondo al libro, a farti patire con loro e a correre di pagina in pagina per scoprire chi si salverà, chi dovrà ancora soffrire e cosa riserva a tutti la fine del viaggio. Li ho in mente tutti. Hanno delle caratteristiche così ben delineate, che ricordo pensieri e paure perfino dei personaggi che appaiono per una o due pagine. Ho un’immagine vivida perfino del poveraccio che vive in mezzo alle paludi. Gamara resta comunque uno dei miei preferiti. Mi piace molto il destino che gli riserva la storia, anche lo spazio in più che ha avuto. Poi mi diverte tanto Orgo, sono contenta che anche lui abbia avuto più voce in capitolo; in parecchi capitoli, anzi. E mi è piaciuto proprio che a volte l’avventura fosse vista coi suoi occhi e attraverso il suo linguaggio buffo.
    E le tre donne della storia… Davvero un bel trio. Un po’ problematico, certo, visto le bizze di Frida. Ma la loro diversità era intrigante; ero molto curiosa, via via che leggevo, di cosa avrebbero combinato insieme e come sarebbero riusciti a trovare un punto di unione.
    Una bella storia davvero. Questo è un autore che seguirei anche in altri generi. Il modo in cui scrive e in cui si occupa, (con grande cura), di ogni suo personaggio e creatura, mi fa pensare che anche senza magia o ambientazioni fantastiche, sarebbe in grado di creare persone dalle vicende intense e indimenticabili.

    Direi molto di più, ma non vorrei rischiare di fare troppe rivelazioni sulla trama e rovinare a qualcuno la sorpresa. :)

  14. Psicomama:

    Bello leggerti e sentire il tuo entusiasmo! E come sono d’accordo! Su tutto, proprio. Persino la predilezione per Gamara e la simpatia per Orgo. E condivido l’idea che, al di là della bellezza della trama travolgente, il forte di Francesco sia che è un ottimo psicologo, acuto e capace, che riesce a tratteggiare anche i “passanti” delle sue pagine con poche pennellate profonde. Direi un impressionista della penna che con pochi tratti precisi coglie e trasmette l’essenza.
    Anche io lo seguirò nei suoi nuovi viaggi, anche se solcasse altri mari.
    E naturalmente, viva le donne.
    (Io ho qualcosa di veramente affine a Guia, anche nei crucci).

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