Sono reduce dalla 5 giorni di Lucca Comics and Games 2011, con un po’ di malinconia ma felice della bella esperienza, di aver consolidato amicizie e di averne strette di nuove. Mi ha fatto un gran piacere rivedere molte persone che già conoscevo, altri scrittori, bloggers, alcuni membri della redazione di FantasyMagazine, Terre di Confine, FantasyOnAir, Wild Boar… Sono troppi per essere menzionati tutti.

Come dichiarato nel primo post, in questo blog preferisco non parlare della mia vita (anche perché non è propriamente un blog personale), ma in questo caso non posso far a meno di ringraziare tutti i ragazzi e le ragazze di CMK servizi e di 10 righe dai libri per la loro disponibilità, simpatia e professionalità. Ho vissuto le 5 giornate in un bellissimo clima di affiatamento e ne conserverò uno splendido ricordo. Un “in bocca al lupo” a tutti loro, in particolare a Luca Fagiani e a Patrizia Puggioni che si sono gettati in questa avventura con estremo impegno, coraggio e bravura.

A proposito di 10 righe dai libri, ne approfitto per segnalare che sul sito è possibile leggere un lungo estratto de “Il burattinaio”, le prime 37 pagine, ovvero la lettera di Melzo, il prologo e il primo capitolo. Ecco il link.

Già che ci sono, segnalo l’entusiastica recensione di Alessandro Iascy (che ringrazio) sul sito TrueFantasy. La trovate qui.

“Il burattinaio” è stato dato alle stampe. Non ci posso più lavorare, è concluso, finito.
Il libro è composto da: lettera di Melzo, prologo, 30 capitoli distribuiti in 4 parti, epilogo e chiusura. Per un totale di 544 pagine (il romanzo termina a pagina 527).
Sarà in libreria il 27 settembre e il prezzo dovrebbe essere, salvo imprevisti, 18 euro o 18 euro e 50.

Sebbene non abbia più “toccato” il testo negli ultimi 25 giorni, l’idea che il romanzo non fosse ancora stato stampato mi impediva di separarmi del tutto da lui. Continuavo a pensare a possibili modifiche, piccole correzioni e microscopici interventi. E non avevo pace. Be’, adesso, volente o nolente, non posso più metterci le mani… Sarà bene che mi abitui all’idea di separarmene.

E adesso che è finita posso parlare un po’ (non troppo, cercherò di essere sintetico) dell’ossessione del rileggere, correggere, riflettere, rivedere, ritoccare il testo, che mi ha accompagnato anche stavolta. Insomma, forse anche per pensarci un’ultima volta, digerire la conclusione e riuscire a separarmi davvero dal libro, in questo articolo voglio parlare dell’editing e della revisione del testo.

Come già accennato in un post precedente, io rivedo fin da subito il testo, in corso di stesura. Ogni due o tre giorni, rileggo e sistemo “a freddo” quanto ho scritto e passo una serata a leggere ad alta voce con mia moglie. Lei è senza dubbio la mia prima, più fidata e accanita editor. La sera stessa o il giorno dopo (se c’è necessità di interventi più corposi) ancora una volta rivedo, ripenso, rifletto e correggo.
Ho proceduto così durante tutta la fase di stesura del romanzo. A dire il vero, ogni volta che ho terminato una delle 4 parti, ho di nuovo riletto e rivisto quella appena conclusa, sfoltendola qua e là, sistemando alcuni dettagli dell’ambientazione e mettendo a posto qualche tassello nell’architettura della trama…

Una volta terminata la stesura, ho iniziato a far leggere il romanzo a qualcuno che non fossimo io o mia moglie per avere un primo feed-back ed eventualmente dei consigli di macro-editing. In questa fase il libro è stato per la prima volta letto in casa editrice e dagli amici Eugenio e Roberto, Andrea D’angelo e Luca Tarenzi. Li ringrazio per i consigli e soprattutto per l’iniezione di fiducia che mi hanno dato in quel momento cruciale del primo “test”.

A questo punto, mi sono calato nella revisione globale. Ho eliminato parecchi aggettivi, avverbi e passaggi superflui, termini e frasi “letterarie”, ho sistemato molti dettagli, ma non ho quasi toccato la trama (di cui sapevo ben poco quando ho iniziato la stesura ma che ho elaborato via via cercando di stare in contatto con il mio “sentire”) e non credo di essere sceso a compromessi. Ho cercato di rimanere onesto, di “raccontare” la mia verità interna, di “arrivare” fino in fondo.
Per ciascun capitolo, dopo averlo letto, aver lavorato riga per riga e aver trascritto le note che mi ero lasciato in fase di stesura, ho applicato la scaletta nella seconda e nella terza delle 4 pagine mostrate qui sotto. Come esempio, l’ultima pagina contiene parte delle note sul prologo (le note e i simboli a lapis sono di solito risultato del passo successivo, cliccare per ingrandire).

Quadernetto: impostazione revisione 1

Quadernetto: impostazione revisione 2 e note prologo

Al termine di ciascuna parte mi sono poi annotato le osservazioni e le questioni rimaste in sospeso. Ecco ad esempio alcune delle note sulla prima parte che ho trascritto sul quadernetto in questa fase:

Quadernetto: note sulla prima parte

Dopo la revisione (ho impiegato 55-60 giorni), ho inviato a parecchi beta-readers: amici più o meno competenti nel campo, che approfitto per ringraziare, come Alessandro, Carlo, Francesco, Franco, Jacopo, Luca, Milli, Simona, nonché i miei genitori e i miei suoceri. Ringrazio poi, in particolare, Alessandro “Okamis” Cannella e Andrea Cattaneo, amici della rete che mi hanno dato molti suggerimenti e fatto alcune segnalazioni, commentando il testo capitolo per capitolo.

Che cosa ho fatto più o meno in contemporanea con l’arrivo dei feed-backs e delle osservazioni dei beta-readers e dell’editor della Dalai, anche facendo tesoro di alcuni dei loro consigli/suggerimenti? Un’ennesima revisione. Alla fine ho riempito due quadernetti di appunti. Come potete notare dall’immagine riportata qui sotto, se non altro, le note per capitolo sono diminuite:

Quadernetto: note capitoli ultima revisione

Una volta completata l’ultima revisione, basata anche sulle note dell’editor della casa editrice, il testo è passato al correttore di bozze. E poi? Poi è tornato a me, che ho riletto il tutto e ho fatto le ultime sofferte modifiche e scelte: virgole, sinonimi e altri cambiamenti non sostanziali. Come quello evidenziato qui sotto, che mi è costato un paio di ripensamenti. La frase a effetto, che funziona, o la purezza dello stile e la massima coerenza con il punto di vista?

Bozze: pagina 354

Infine ho ricontrollato tutto il lavoro del correttore di bozze…

E adesso mi devo proprio rassegnare a separarmi dal libro e a consegnarlo ai lettori.

2011 19 ago

Il burattinaio: la sovraccoperta

Author: Redazione Categories: Immagini, Ringraziamenti, Stesura del seguito

Il lavoro di ideazione, costruzione e realizzazione della copertina è stato completato a metà luglio, dopo un mesetto di proposte, studi, modifiche e ripensamenti. Ringrazio Mara Scanavino, l’art director della Dalai, per il risultato finale e per la pazienza.

In futuro forse mostrerò le “prime copertine” e qualche passaggio intermedio (le scelte effettuate per giungere al risultato finale sono state molto sofferte…), ma per il momento mi limito all’immagine definitiva. Eccola:

Che ve ne pare?

In contemporanea al lavoro di realizzazione grafica, utilizzando come base di partenza la scheda inviata a marzo ai librai, abbiamo pensato ai testi per la quarta di copertina e per i risvolti. Per chi fosse interessato, questo un file intermedio su cui abbiamo lavorato, in particolare per decidere quale quarta di copertina (ovvero quale estratto dal testo) scegliere:

Il burattinaio – risvolti e SCELTA della quarta di copertina

E questo il file contenente i testi definitivi:

Il burattinaio – risvolti e quarta di copertina DEFINITIVI

Infine, ecco il link all’immagine dell’intera sovraccoperta, completa di quarta e risvolti. Preferisco proporvela in versione pdf (formato che non è consentito utilizzare per l’inserimento delle immagini direttamente negli articoli) per non ledere troppo alla qualità (è possibile ridurre le dimensioni una volta aperta l’immagine).

Sovraccoperta de “Il burattinaio”

Che ne pensate?

Pareri, impressioni e commenti sono come al solito graditi.

Vi propongo integralmente l’intervista pubblicata sul sito “La Vibrazione Nera”, di Luca Filippi. Un’intervista di poche stimolanti domande, in cui non sono riuscito a stare nel seminato o comunque ad essere breve.

Ad accompagnare la terza domanda ho inserito un’illustrazione (concepita per un segnalibro che mi è effettivamente arrivato a casa) molto bella, pertinente, simbolica, e sintesi figurativa di uno dei temi centrali, di Francesca Resta. L’illustratrice mi ha fatto dono del segnalibro dopo aver letto “L’acchiapparatti di Tilos” e, su mia richiesta, mi ha fornito l’immagine. Mi è parso appropriato inserirla in questo contesto. Grazie Francesca.

Continua a leggere…

  • Ne approfitto poi per segnalare che due o tre giorni fa ho creato il gruppo su facebook “Lettori, sostenitori, compari e amici dell’acchiapparatti”. Il gruppo è ‘aperto’ al contributo di chiunque. Da parte mia cercherò di tenerlo aggiornato in quanto a notizie, recensioni, incontri e presentazioni riguardanti L’acchiapparatti.
  • Ed ecco la recensione apparsa ieri sul sito Valm Neira e scritta da Gabriella Mariani, autrice del romanzo fantasy “Il trentesimo regno”. Una recensione che ho trovato proprio bella, originale e poetica, caratterizzata da una profonda sensibilità. Mi ha particolarmente toccato l’attenzione riservata alla magia e ai risvolti psicologici, così come alla condizione del boia di Giloc. Ringrazio Gabriella di cuore e riporto la sua recensione qui sotto, per intero:

Un titolo strano, che deriva dalla professione del protagonista, Zaccaria, uno scemo del villaggio più geniale e profondo di tutti i “furbi”.
Un mondo fantasy che si può attraversare in pochi giorni di viaggio, ma nel quale si nascondono angoli inaspettati, frammenti di universi oscuri e prodigiosi.
Una trama “picaresca”, che contiene in sé eventi veramente spassosi ma che rivela, durante il suo sviluppo, aspetti sempre più dark tramite la descrizione delle terribili imprese di un demone incarnato, il Mietitore,Boia di Giloc.
Una rappresentazione innovativa e, a modo suo, profonda della magia e di quali possano essere i suoi effetti sull’animo umano.
Una storia di riscatto degli ultimi che però non comporta la trasformazione di questi in Eroi, in Sovrani, in Leggende.
Questi sono gli elementi che mi hanno fatto amare il libro di Barbi, fino a considerarlo uno dei migliori romanzi fantasy che abbia mai letto.
La storia editoriale di quest’opera dimostra come il passaparola tra lettori possa fare molto per gli autori esordienti. Uscito per una piccola casa editrice (La lodevole Campanilia) nel 2007 con il titolo L’acchiapparatti di Tilos il romanzo dell’esordiente pisano è divenuto ben presto una piccola leggenda tra i gli appassionati italiani di fantasy.
Bisogna render merito alla Baldini Castoldi Dalai di aver ripubblicato l’opera, consentendo al libro di avere un’ottima distribuzione su tutto il territorio nazionale, permettendo a un numero sempre più elevato di lettori di godere della prosa di Barbi.
Continua a leggere…

Poco più di un mese fa pensai che potesse essere una buona idea dedicare un post alle differenze tra le due edizioni del libro. Soltanto adesso mi rendo conto che lo scopo di questo articolo potrebbe risultare un po’ oscuro. Prima di tutto a me stesso.

Per chi lo scrivo? Di certo non per coloro che non hanno letto “L’acchiapparatti di Tilos”. Chi leggerà “L’acchiapparatti” non ha nessun bisogno di sapere come fosse l’edizione precedente. Anzi, scorrere questo post potrebbe forse rovinargli delle sorprese. D’altra parte, questo discorso vale anche per quelli che conoscono la prima edizione. Be’, in questo caso però sapere quanto il libro sia cambiato potrebbe forse indurli a prendere fra le mani anche “L’acchiapparatti”.

In ogni caso, la motivazione di questo articolo resterebbe piuttosto debole. Ho deciso allora di approfittarne per dare un ulteriore senso al post cominciando con dei ringraziamenti. Quei ringraziamenti che non ho potuto fare di persona a tutti coloro che, attraverso i contatti permessi dalla rete, hanno in qualche modo contribuito a migliorare il libro.

Ringrazio dunque tutti i commentatori di aNobii e ibs per i loro preziosi feedback e il loro sostegno (mi dispiace non fare i nomi, ma sono troppi per essere riportati qui).

Sono riconoscente nei confronti di Bruno Bacelli, “Firey”, “Vania” Summa, “Perflinka”, Carla Casazza, Andrea d’Angelo e “Tanabrus” per le accurate e corroboranti recensioni.

[EDIT del 16/03: Mi ero dimenticato di nominare e ringraziare Diego Ferrara, che ha contribuito alla revisione del prologo e del capitolo 6... Chissà chi altri mi sono dimenticato... Nel caso, perdonatemi.]

Un grazie particolare ad Alessandro Cannella, alias “Okamis”, per gli articoli dedicati all’acchiapparatti sul suo blog, le sue osservazioni e la segnalazione di due incongruenze presenti nell’edizione precedente.

La mia sentita gratitudine va poi a Chiara-Gamberetta che, dopo aver scritto una recensione dettagliata e piuttosto dura su “L’acchiapparatti di Tilos”, ha successivamente mostrato grande disponibilità al dialogo e al confronto. I suoi messaggi, e alcune delle sue critiche, mi hanno messo profondamente in discussione e costretto ad accelerare il processo di maturazione della mia scrittura. Chiara ha inoltre letto con attenzione la nuova versione dell’acchiapparatti, prima che fosse sottoposta all’editing della Baldini Castoldi Dalai, e mi ha fornito ulteriori consigli e suggerimenti.

E adesso veniamo ai miei interventi sul testo, ai cambiamenti, alle differenze tra le due edizioni.

Partiamo dal titolo. Ho deciso di cambiarlo dopo un lungo periodo di dubbi e addirittura un sondaggio su aNobii. Credo proprio di aver fatto bene. Lo trovo del tutto in linea con il cambiamento del testo. Mi è sembrato giusto sancire con un titolo diverso il fatto che, a mio parere, “L’acchiapparatti di Tilos” e “L’acchiapparatti” sono due libri diversi. Ho infatti lavorato sul testo per mesi. Questi in sintesi i cambiamenti apportati.

Continua a leggere…