Descrizioni, Locazioni, 1
Supponiamo di aver pensato e più o meno deciso cosa deve accadere nella storia che stiamo scrivendo. Abbiamo cioè “visto” un evento o una situazione di partenza (che presenta un conflitto o comunque una problematica che deve essere in qualche modo sciolta).
La questione è: Dove collocare le scena?
Scegliere, pensare con cura il luogo, magari scovandone particolarità e stranezze, arricchirlo di informazioni, e possibilmente disegnarlo, può essere di grande utilità per diversi motivi. Questi quelli che mi vengono in mente, così su due piedi:
- Può dotare la locazione di un certo fascino e dunque rendere la narrazione più stimolante, oltre che per lo scrittore, per il lettore.
- Può generare nuove idee, riguardanti azioni e sviluppi nella trama.
- Rende necessariamente l’azione (o la descrizione) più plausibile e verosimigliante.
- Facilita l’uso di dettagli sensoriali e rende più naturale ed efficace il “mostrare”.
TRACCIA:
Decidere a grandi linee il prossimo “passo” della storia (o l’incipit di una nuova micro-storia). Scegliere e arricchire di dettagli un luogo (preferibilmente un interno, che chiamerò locazione) dove collocare la situazione, l’azione, il dialogo. Sfruttare le caratteristiche della locazione nel mostrare la scena. O addirittura partire dalla locazione per trovare lo sviluppo della trama.
MATERIALE:
- La figura mostra la visione dall’alto e la visione laterale di una possibile locazione, tratta dal seguito dell’acchiapparatti. Il disegno potrebbe rappresentare una grande taverna sotterranea, un luogo dove si svolgono spettacoli, un “manicomio” fantasy, un ambiente ricreativo per soldati al di sotto di una caserma, il covo di una banda di briganti… Quello che volete.
Cliccare sopra l’immagine per ingrandirla.
NOTA 1: I diversi dettagli contenuti nella figura possono essere eliminati o interpretati nei modi più disparati. Si possono aggiungere altri elementi o anche modificare alcuni aspetti strutturali.
Un piccolo estratto dal capitolo 21 del seguito dell’acchiapparatti:
… “Gogloc non parve neppure averlo sentito. Continuò a parlare, ora a occhi chiusi.
«Un uomo che si è stabilito infine nella città di legno, fango e argilla, dove nessuno è padrone. Qui ha costruito un veliero, nella terra. Per i suoi spettacoli, per il suo circo.»
«Il Velarione…» Ancora la voce del bambino.
«Tendaggi come vele, due pali possenti al pari di alberi maestri. Cime, sartie, soppalchi e reti…» Gogloc sollevò le palpebre, il suo sguardo si perse lontano.”…
- Nel caso in cui l’immagine in figura non sia stimolante o adatta al proseguimento della micro-storia, è possibile “costruire” e far uso di qualsiasi altra locazione venga in mente. Qualche suggerimento:
- Una caverna.
- Una rete fognaria.
- Un tempio.
- Un dedalo di catacombe.
- Una “casa” su un albero secolare.
- …
NOTA 2: Potrebbe essere di ulteriore ispirazione riflettere sulla storia passata della locazione: chi l’ha costruita, perché, se è stata teatro di particolari avvenimenti…
NOTA 3: Cercare di inserire qualche informazione circa gli odori, i suoni, le sensazioni che si avvertono nel posto scelto.
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COMUNICAZIONE: Approfitto di questo post per dire che nelle vacanze di Natale cercherò di risistemare finalmente la storia “Fino all’ultimo pezzo” e di rivedere, mettere insieme e dare ordine al materiale riguardante le micro-storie, in modo tale da renderlo più accessibile e fruibile.

