Allo scadere della mezzanotte dello scorso sabato sera è stata comunicata la classifica degli 11 finalisti del concorso letterario per racconti “Storie di confine” di cui ho fatto parte della giuria. La potete trovare qui. Sono contento della graduatoria finale, piuttosto in linea con le personali valutazioni. Tra l’altro, c’è una gradita novità: gli 11 racconti finalisti saranno illustrati. Come ho accennato, anch’io ho scritto un racconto per “Storie di confine”, fuori concorso ma che entrerà a far parte dell’antologia. Chissà se verrà illustrato…

Sempre a proposito di concorsi e premi letterari, di recente ho accettato la proposta della scrittrice Fabiana Redivo di entrare a far parte della giuria per il premio “Magia Urbana Prét-a-Portêr“. Stavolta si tratterà di valutare i 5 romanzi urban-fantasy editi tra il primo gennaio 2011 e il 7 aprile 2012 che saranno giudicati i migliori tra i partecipanti dopo una precedente selezione. La premiazione avverrà nell’ambito dell’evento “San Giorgio di Mantova Fantasy 2012“.

Per quel che riguarda la mia scrittura, in quest’ultimo periodo sono stato piuttosto impegnato nella scuola, per cui non mi sono ancora deciso a portare avanti o a iniziare la stesura di uno dei progetti a cui sto lavorando/pensando da qualche tempo. In compenso le idee non mancano e ne sto approfittando per mettere insieme ancora un po’ di materiale.

P.S.: Il mio sito personale è on-line: www.francescobarbi.it

2011 31 dic

Al confine…

Author: Redazione Categories: Aneddoti, Comunicazioni

Siamo alla fine dell’anno. Ad un confine, uno spartiacque immaginario che porta molti, me compreso, a fare bilanci sull’anno passato e a stendere buoni propositi per l’anno in arrivo. Al momento mi sento, come di rado mi è capitato, proprio coi piedi su un confine, un po’ bloccato e ancora indeciso sulla direzione da prendere, almeno per ciò che riguarda la scrittura. Tra l’altro questa idea del confine, in diverse forme, pare essere un motivo ricorrente negli ultimi mesi della mia vita.

- Per l’appunto a proposito di confini, intorno alla metà di questo mese ho consegnato a chi si occupa dell’iniziativa “Storie di Confine” le mie valutazioni degli 11 racconti finalisti. Che dire, 2 mi sono piaciuti molto, 3 o 4 poco. Quando il progetto venne messo in piedi, mi fu chiesto di fare da giudice e anche di scrivere, se avessi voluto, un racconto che entrasse nell’antologia. Il tema mi intrigava e così, una volta che ebbi trovato un’idea, acconsentii. Ecco qui l’incipit:

Racconto per “Storie di Confine” – incipit

- Come ho accennato nel post precedente, questo è per me un periodo di transizione piuttosto travagliato. Ho pensato molto ultimamente e ho elaborato diversi progetti, ma ancora nessuno mi ha convinto del tutto. Sono al confine, tra luoghi già esplorati e nuovi paesaggi.
Dopo aver concluso l’editing e la correzione di bozze de “Il burattinaio”, ho dedicato parte di agosto e settembre all’ultima revisione del libro di racconti di fantascienza a cui lavoro da anni, dal titolo “Marchi indelebili”. A ottobre sono stato impegnato e preso dalla pubblicazione de “Il burattinaio” e solo a novembre ho iniziato a pensare a ciò che avrei potuto e voluto scrivere nei mesi seguenti. Ho cercato di guardare in tutte le direzioni, di ascoltarmi per cercare di capire dove volessi dirigermi. In ottobre e novembre ho pensato parecchio alla possibilità di scrivere una serie per ragazzi. Ho elaborato un paio di progetti (dai titoli provvisori “L’era dei mostri viventi” e “Alle porte della fine del mondo”), che al momento sono rimasti tali, salvati in un due files di 5-6 paginette. Li ho lasciati sul desktop per quando sentirò la voglia di intraprendere quella strada. Voglia che, dopo essermi interrogato, al momento manca.
In novembre e dicembre mi sono invece buttato su un altro progetto. Un breve romanzo mainstream, ambientato nella Toscana del 1996, protagonisti 7 ragazzi. La storia di un week-end delirante e folle, raccontata attraverso i punti di vista dei diversi personaggi. Titolo provvisorio: “Magia, magia, portami via”. Dopo aver scritto una cinquantina di pagine, mi sono però reso conto di non aver ancora individuato il “sapore” del romanzo e di avere diversi dubbi circa i possibili sviluppi. Ho poi saputo alcune cose che mi hanno ulteriormente frenato cosicché ho deciso di far decantare quanto ho scritto per qualche tempo prima di tornarci.
A cavallo col Natale ho scelto quindi di dedicare questo periodo di vacanze a riflettere, immaginare, ragionare ancora un po’. E negli ultimi 3 o 4 giorni mi è venuta una nuova idea. Ancor più folle delle altre, probabilmente. Al momento sono ancora nella fase del prendere appunti e del riempire i miei quadernetti di note, idee, situazioni, motivazioni, descrizioni… Ma non vedo l’ora di iniziare la stesura e vedere se la cosa funziona. Spero di riuscire a cominciare a scrivere agli inizi di gennaio.

- Sempre i primi di gennaio conto di rimettere finalmente on-line il mio sito personale. Sarà piuttosto scarno, almeno all’inizio, costituito per lo più da qualche pagina statica. Tra l’altro non so ancora se avrò il tempo per dar vita a un vero e proprio secondo blog, dove magari parlare dei nuovi progetti o intraprendere nuove iniziative. Questo il link:

http://www.francescobarbi.it/

Se avete suggerimenti…

E, infine, buon anno!

COMUNICAZIONE di SERVIZIO: Da un po’ non mi faccio vivo. Ho iniziato un nuovo progetto e sono nella fase delicata delle decisioni importanti, quelle scelte irreversibili che riguardano il sapore del romanzo e gli elementi di stile. A dire il vero, ero già partito nella stesura e avevo scritto una cinquantina di pagine (dopo un mesetto di appunti ed elucubrazioni mentali), ma ho sentito di dover fare una pausa e prendere tempo per pensare e ripensare in modo più consapevole, al fine di inquadrare meglio il libro che voglio davvero scrivere. Si tratta di un progetto molto distante da quanto fatto finora e mi sono reso conto di volerne mettere in dubbio alcuni punti o aspetti fondamentali, così da poter vagliare ogni altra possibilità. Sono tentato di seguire una via imprevista e adottare mezzi stilistici meno collaudati o automatici… Virare verso un thriller dalle sfumature horror? E sono proprio sicuro sicuro di volermi allontanare dal fantastico? Prima persona, magari per uno o due personaggi dei sei o sette p.o.v. previsti? Montaggio che non segue l’ordine cronologico degli eventi? Tempo verbale presente? Oppure alcuni pezzi al passato, altri al presente o una commistione “a senso” dei due?
Non so quanto lo sia davvero, ma mi sento (e forse voglio sentirmi) in alto mare. Insomma, tutto questo per dire che non so quanto riuscirò a curare il blog nel prossimo periodo.

Vi segnalo però un paio di cose:

  • L’interessante recensione di Gabriele Ninci, sul suo blog “La Torre di Tanabrus”, che mette in evidenza alcuni aspetti di stile e trama, e si sofferma in particolare sui personaggi di Zaccaria e del burattinaio. Trovate l’articolo che la riguarda qui, la recensione pubblicata su Goodreads qui.
  • A proposito di social networks sui libri, ho inserito nella colonna a destra (sotto gli Ultimi commenti) i link alle pagine di aNobii dedicate a “L’acchiapparatti” e a “Il burattinaio” contenenti i numerosi commenti scritti dagli utenti.

P.S.: Nel caso non scrivessi un altro post prima di Natale, buone feste!

Di ritorno dalla Superfumettopoli al Forum di Assago di Milano (ringrazio Luca Fagiani e Marco Varuzza di CMK Servizi, sempre gentilissimi e professionali), vi segnalo tre articoli riguardanti “Il burattinaio”.

- “La danza delle marionette”, recensione del romanzo ricca di spunti particolari e dettagli interessanti, pubblicata su AtlantideZine. La trovate qui. L’autore, Michele Bellone, si sofferma sullo stile, semplice e senza fronzoli, sui personaggi, la gestione del punto di vista e  la coralità della storia, e infine sull’intrigante figura del burattinaio.

- Il bel commento di Francesco Roghi, sul suo blog “Castel Oricalco”, che tocca molti aspetti del libro riguardanti i personaggi, la trama e la scrittura. Ecco qui l’articolo.

- Il Giveaway di due copie de “Il burattinaio”, organizzato sempre da Francesco Roghi, su “Castel Oricalco” e su “Le mele del silenzio“. Per chi non lo sapesse, si tratta di lasciare un commento su uno dei due blog così da partecipare all’estrazione random per la vincita di una copia del romanzo. Trovate i dettagli ai link agli articoli sui due blog sopra riportati.

- Prima di tutto segnalo una breve intervista pubblicata su “tiscali: spettacoli & cultura” qualche giorno fa in merito a “Il burattinaio”. La trovate qui.

- Segnalo poi che sabato e domenica sarò a Milano, al Forum di Assago per partecipare a “Superfumettopoli”. Mi troverete sabato e domenica fino a metà pomeriggio allo stand del Fantasy Bookshop gestito da CMK Servizi. Questo il breve comunicato stampa:

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Francesco Barbi a Superfumettopoli 2011

Da L’acchiapparatti a Il burattinaio, dagli emarginati ai folli. Sinistri, enigmatici, squilibrati personaggi incrociano le loro strade per dar vita a un intreccio mozzafiato che trascina oltre i canoni del fantasy. Tutti ignari di essere pedine nel piano di vendetta del burattinaio.

Francesco Barbi sarà presente a Superfumettopoli con il suo nuovo romanzo Il burattinaio, sabato 26 e domenica 27 novembre. L’appuntamento è al Palaforum di Assago dove sarà possibile incontrare l’autore tra conversazioni informali, interviste e autografi.

Un link per chi volesse saperne di più sulla manifestazione: http://www.fumettopoli.biz/sufume

- Infine, già che ci sono lascio anche il link all’articolo relativo all’intervista che mi è stata fatta a Lucca dai ragazzi di Fantasy On Air.

2011 27 set

“Il burattinaio” è in libreria!

Author: Redazione Categories: Comunicazioni, Il burattinaio

Da oggi potrete trovare il mio secondo romanzo in libreria. Spero che lo leggerete e che mi farete sapere quel che ne pensate.

Nel menù principale è stata aggiunta una nuova pagina, dedicata a “Il burattinaio”. Oltre al risvolto di copertina, vi inserirò man mano i link agli articoli, alle recensioni e alle interviste relative al nuovo libro.

Ne approfitto per raccogliere e organizzare parte del materiale generato nell’ambito di questo blog e riproporre alcuni articoli  riguardanti “Il burattinaio” scritti negli ultimi mesi.

- Articoli contenenti estratti dal testo che, sebbene non siano nella forma definitiva, possono dare un’idea piuttosto precisa del romanzo:

- Alcuni articoli sulla costruzione dell’ambientazione o sulle scelte narrative e stilistiche (contenenti qualche altro piccolo estratto):

- Infine due articoli a mio parere significativi che riguardano l’intera stesura del romanzo:

Be’… Buona lettura!

Nell’attesa dell’uscita in libreria del burattinaio, prevista per il 27 settembre, riporto qui sotto i link a una serie di articoli che lo riguardano comparsi in rete nell’ultima settimana:

Un post di segnalazioni varie:

- Innanzitutto segnalo il primo concorso letterario benefico “Storie di Confine”, ideato e organizzato dall’associazione culturale Terre di Confine, e aperto a racconti di genere fantasy che affrontino la tematica del “confine”, nella sua accezione più ampia. Io farò parte della giuria. Potete trovare tutte le informazioni qui.

- Di recente, come membro della giuria, ho valutato i 32 racconti finalisti della terza edizione del Premio letterario Internazionale “Città di Barletta”. Potete trovare qualche dettaglio sull’interessante premio qui, e l’articolo contenente l’elenco dei dodici racconti finalisti qui.

- Lidia Perfinta ha iniziato a pubblicare (“a episodi”) sul sito di fanfiction EFp la storia “Fino all’ultimo pezzo”, nata nell’ambito di questo blog. Ha lavorato parecchio e bene sul testo e me lo ha inviato perché ci dessi un’ulteriore occhiata. Al momento potete trovare la storia qui. Se non ho capito male, quando i racconti saranno due, compariranno in questa pagina.

- Entro qualche giorno, al più un paio di settimane, dovrei riuscire a ripristinare il sito personale www.francescobarbi.it.

- Infine questo è il link a un’intervista, pubblicata sul sito “Apostrofando“, a cura di Michele Ciardelli, autore dei romanzi “16 rose arancioni” e “Due giorni in più”. La riporto anche qui sotto:

Continua a leggere…

“Il burattinaio” è ora in mano al correttore di bozze. Qualche altro giorno, poi il testo non si potrà più toccare. E finalmente avrò davvero finito.

Da qualche tempo a questa parte, mia figlia (quasi 4 anni) non fa altro che brindare a “Il burattinaio”. Si è resa perfettamente conto di quanto abbia condizionato la mia vita. Gli ultimi mesi sono passati con lei che continuava a chiedermi: “L’hai finito il burattinaio?” E io: “No, non ancora. Ancora un pochino…”
Be’, adesso è quasi finita e tra poco potrò dirle: “Sì. Ho finito.”

Ho dedicato due anni di vita a questo romanzo, ma sono molto soddisfatto. Sono convinto che non avrei potuto fare meglio, il libro è proprio come avevo immaginato e voluto che fosse.
Salvo imprevisti, sarà in libreria il 27 settembre. Spero tanto che lo apprezzerete.

A breve, penso che dedicherò un articolo più approfondito sulle ultime fasi di lavorazione del libro, l’editing e la copertina.

Affiancato da Francesco Roghi, domenica 29 maggio presenterò “L’acchiapparatti” a Castiglion Fibocchi (in provincia di Arezzo) nel corso della prima edizione di “Orizzonti Fantasy”. Questa la locandina:

E questi sono un paio di link ad articoli riguardanti l’evento:

http://www.casteloricalco.eu/orizzontifantasy/

http://www.terredegliangeli.com/

P.S.: Domani (venerdì 13 maggio) sarò al Salone del Libro di Torino. Graviterò intorno allo stand della casa editrice Dalai. Nel caso voleste incontrarmi, inviatemi una e-mail prima di stanotte o venite direttamente a cercarmi lì. Cercherò di rimanere fermo allo stand tra le 14 e le 15.

Ho terminato la stesura de “Il Burattinaio”. Come “L’acchiapparatti”, sarà costituito da prologo, 4 parti per un totale di 30 capitoli, ed epilogo. Il prologo sarà preceduto da una breve lettera scritta da Melzo prima di recarsi alla torre a nord di Tilos, l’epilogo sarà seguito da un piccolo episodio collocato qualche anno dopo la fine delle vicende narrate. Ritornerò su questi inserti un po’ particolari tra qualche tempo. L’idea è quella di rendere “Il Burattinaio” un libro autoconsistente.

Considero di aver già fatto anche una prima revisione visto che procedo di pari passo con l’editing: penso al capitolo/scena da scrivere, faccio ricerca, progetto in dettaglio, scrivo e edito. E vado avanti così. Scrivo “per situazioni”, lasciandomi aperto a qualsiasi tipo di eventualità circa ciò che devo ancora scrivere, e dunque per me risulta cruciale definire bene che cosa è successo prima, ovvero quale sia la situazione di partenza. Alla fine di ciascuna parte, infine, mi fermo, rileggo ed edito di nuovo. Adesso che ho terminato la stesura del libro devo fare un’ulteriore revisione per poi sottoporlo all’editor della casa editrice.

In questo momento sto ascoltando i Pink Floyd, che mi hanno accompagnato nella stesura della parte finale del libro. Per l’occasione, penso di potermi lasciar andare a qualcosa che esula un po’ dalla scrittura, anche se non troppo, e che ha a che fare con la musica.

Parto da un aneddoto. Avevo 16 anni. Ero in un campeggio al mare, d’estate. Avevo da poco acquistato il mio primo walk-men, durante una vacanza a Londra. Iniziai a leggere “La metà oscura” di S. King con la cassetta di “Who made who”, AC/DC, nelle orecchie. Ho un ricordo meraviglioso di quel libro e della sua lettura. Lo lessi in 2 o 3 giorni, senza mai togliermi le cuffie. Non andavo in spiaggia per starmene sdraiato a leggere. Impossibile dimenticare quell’esperienza.

Qualche anno fa mi è capitato di leggere “On Writing”. Nel saggio, King dichiara di aver scritto “La metà oscura” ascoltando quello stesso album degli AC/DC che io, per caso, avevo nelle orecchie quando lessi il suo libro. Inutile dire la mia sorpresa quando l’ho scoperto. Avevo sempre collegato quella musica a quel libro, avevo sempre sentito e pensato che ci fosse stata una speciale alchimia tra musica e lettura.

Non ho un’idea precisa di quali siano le difficoltà (copyright e questioni di hardware e realizzazione materiale, ad esempio) connesse all’inserimento sui devices per gli e-books della possibilità di ascoltare brani musicali in parallelo con la lettura, ma non stento a credere che presto si potrà usufruire di tale tecnologia. In fondo perché i libri non dovrebbero essere dotati di una colonna sonora?

Be’, se fosse per me, nella colonna sonora de “Il Burattinaio” ci sarebbe tanta musica classica, in particolare Beethoven, Vivaldi e Mozart, molti brani degli AC/DC e dei Pink Floyd. E poi Cold Play, The Doors, The Police, Goldfrapp, Choen, fino ad arrivare a Morricone e Capossela… Sarebbe bello poter suggerire la musica, capitolo per capitolo, o quantomeno poter segnalare i brani che l’autore ascoltava quando ha scritto i diversi pezzi. Che ne pensate?

Ecco la scheda in anteprima per i librai del sequel de “L’acchiapparatti”. Contiene uno strillo, un riassunto di parte della trama, una piccola nota sull’autore e un estratto dal testo.  Che cosa ve ne sembra?

Francesco Barbi

Il Burattinaio

Da L’acchiapparatti a Il Burattinaio, dagli emarginati ai folli. Sinistri figuri, enigmatici pazzi e comuni squilibrati incrociano le loro strade per dar vita a un intreccio mozzafiato che trascina oltre le Terre di Confine, oltre i canoni del fantasy. Tutti  ignari di essere pedine nel piano di vendetta del burattinaio.

L’Oracolo, sopravvissuto sette volte al Tocco della Luce, ha predetto la caduta del regno di Olm. L’Arconte Ossor, uno dei pochi che ancora credono nel potere del chiaroveggente, torna a consultarlo e si convince che l’imminente catastrofe sia in qualche modo legata alla scomparsa del mostro di Giloc, precipitato cinque anni prima sul fondo di un crepaccio nelle lontane Terre di Confine.
Un manipolo di Guardiani dell’Equilibrio, inquisitori incaricati di condannare ogni forma di magia, parte da Olm per far luce sulla vicenda. È il loro capo, l’Indice, a sovrintendere alle operazioni per la riesumazione del mostro e a condurre le indagini circa la comparsa di un presunto stregone. Schiavo della spinavera e spietato, raccoglie voci e dicerie, interroga e tortura i paesani per scoprire l’identità e la dimora di colui che cerca. Fiuta e segue le tracce dell’acchiapparatti di nome Zaccaria fino a Ombroreggia, dove lo cattura e lo rinchiude in un gabbiotto di ferro per condurlo a Olm.
Ma Zaccaria ospita in sé un terribile segreto. Ci sono giorni in cui il gobbo parla attraverso di lui. Ci sono giorni in cui è un terzo ad abitarlo…
Molti altri saranno trascinati nel viaggio attraverso e oltre le Terre di Confine, verso Olm: Gamara, il cacciatore di taglie accecato dalla sete di vendetta; i due bambini Steben e Nodo, incatenati sul carro del raccogli-orfani; il colosso, in cammino dietro di loro; la strega strabica, la prostituta e la ragazza, unite nel disperato tentativo di salvarsi e di salvare Zaccaria.
Tutti protagonisti, tutti ignari di essere pedine nelle mani del burattinaio.
Non è un caso che il mostro in decomposizione, nascosto su una chiatta, venga condotto via fiume nella stessa direzione.
Il burattinaio aspetta da lungo tempo. Ha concepito un piano diabolico.

Francesco Barbi è nato a Pisa nel 1975. Laureato in Scienze Fisiche, è insegnante di matematica e fisica nella scuola superiore. L’acchiapparatti, suo romanzo d’esordio, è stato pubblicato dai tipi della B.C.Dalai nel 2010 e ha riscosso un notevole successo di pubblico e di critica.

«Proprio qui dovevo rifinire.» L’uomo si passò una mano sul volto, tirò su un bel catarro e sputò verso lo strapiombo. «Per Belzebù, di tutti i posti dove potevo capitare vado a ricapitare proprio dove sono crepato!» Si grattò la testa, cercò di trovare una posizione più comoda per gli arti inferiori. «Per giunta prigioniero! Prigioniero in una gabbia striminzita a venti piedi da terra… e prigioniero nel corpo tutto strano di quest’altro.» Infilò i piedi tra le sbarre, allungò le gambe e le lasciò penzolare nel vuoto.
«Be’, che ha di male il nostro corpo?»
La bocca che aveva appena parlato si spalancò in un’espressione di sorpresa.
«Per Belzebù, ci sei anche tu?»
«Noi? Sì, sì, noi ci siamo.»
«Ma… Ma quando ci sono io, non ci sei tu… Non era mai successo che…»
«Se qualcosa accade, c’è sempre una prima volta. Anche se è l’unica. In quel caso è la prima e unica. Sì, la prima e unica volta.»
«Lasciami parlare, accidenti a te!»
«Speriamo che non sia l’unica, stavolta… Ah, già, è bello poter parlare di nuovo con te.» L’uomo si abbracciò.
«Ma che accidenti fai! E io che credevo tu fossi meno rintronato.» La pelle della faccia si corrugò.
Poi si distese. «No, no, non siamo rintronati. Siamo in contatto con le nostre emozioni. Sì, in contatto.»
«Ma se sei tale e quale. Uno…» Il volto divenne paonazzo, poi si rilassò di nuovo.
«Non ti zittiremmo così, se fossimo tali e quali. No, no. Zaccaria è cambiato. Sì, ha fatto molta strada.»


Oggi è il primo anniversario di apertura di questo blog. Be’, più o meno ho fatto ciò che mi ero proposto di fare un anno fa, e sono soddisfatto di quanto dato e ricevuto dall’esperienza. Mi pare di aver trovato un buon equilibrio tra l’utile e il dilettevole. E dunque non credo che devierò molto dalla strada intrapresa all’inizio.
Per il prossimo periodo, ho pensato di inserire circa a scadenza mensile:

  1. Eventuali post che riguardino “L’acchiapparatti”: recensioni, interviste, presentazioni ed eventi, notizie.
  2. Un estratto da “Gùlghezac” su cui fare editing.
  3. Almeno una proposta creativa per le micro-storie.

Riguardo alle micro-storie, mi diverte ideare le proposte e, soprattutto, le percepisco come un utile modo per occuparmi di scrittura e non della “mia” scrittura, riflettere su certe questioni in modo forse più consapevole, scambiare opinioni. In realtà mi accorgo che lo scrivere questi post spesso influenza e viene influenzato dalla stesura di Gùlghezac; e questo mi porta a riflettere maggiormente sugli aspetti narrativi e metanarrativi che lo riguardano. Ne traggo insomma validi stimoli. Mi rendo conto però che lo svolgimento delle tracce proposte è piuttosto impegnativo… Cercherò di rendere la faccenda un po’ più accessibile:

AGGIORNAMENTO sulle MICRO-STORIE

  • Ho creato una pagina contenente tutte le proposte creative per la costruzione delle micro-storie. Trovate il link nella pagina MICRO-STORIE, che è stata aggiornata, o qui.
  • Ho modificato appena la strutturazione delle categorie e dei titoli dei post per renderne più facile il riconoscimento e l’utilizzo.
  • Come già detto, è possibile sfruttare qualsiasi post inserito nella pagina appena generata per iniziare una nuova micro-storia o per proseguirne una in corso. Si possono anche combinare più pezzi da diverse tracce per iniziare o per completare un intero racconto.
  • Alcuni dei prossimi post potrebbero richiedere uno sforzo minore, visto che prevederanno svolgimenti di 1-5 righe, e magari implicare una maggiore collaborazione.
  • Alcuni dei prossimi post, che rientreranno nella categoria “creazione del mondo”, proporranno di scrivere qualcosa che non necessariamente entrerà a far parte di una storia, come testo, bensì potrà essere utilizzato come materiale. Ad esempio l’organizzazione politica-sociale-economica di una cittadina, l’invenzione di storie e aneddoti radicati nella cultura di una comunità di contadini o pastori, la descrizione di un oggetto, di un luogo o di un personaggio. Si tratterà quindi di affrontare quelle problematiche di raccolta e creazione di materiale che si presentano prima di produrre il testo vero e proprio.
  • Alcuni dei prossimi post potrebbero infine essere semplicemente esercizi sugli aspetti più disparati dello scrivere una storia, che possano affrontare dubbi e perplessità mie e vostre, e che abbiano l’intento di dare il via a discussioni sulla scrittura.

Per ora è tutto. Naturalmente sono molto graditi consigli, suggerimenti e idee riguardanti le micro-storie, gli argomenti o l’impostazione generale del blog.

Ormai è da settimane che spendo gran parte del tempo che ho a disposizione ogni giorno nella stesura del seguito dell’acchiapparatti. Al momento sono completamente immerso nel progetto e sono poco propenso a dedicarmi a tutto ciò che mi “porta fuori”. Non a caso, negli ultimi tempi, mi è capitato sempre più di frequente di inserire anche qui nel blog qualche estratto da “Gùlghezac”, per fare esempi, per rispondere a una domanda di un’intervista, per fornire materiale per le proposte creative.

Riguardo ai pezzi riportati finora, nessuno mi ha detto di aver storto il naso, o mi ha dato suggerimenti o consigli. Di solito, nel procedere della stesura, mi prendo periodicamente delle pause durante le quali riflettere, rileggere e fare le prime revisioni. Adesso che ho terminato il capitolo 25, sono tornato a rivedere i capitoli della terza parte. Visto che mi sono prefisso di discutere di scrittura e di editing, giunto al capitolo 22, ho pensato di proporvi la lettura di un estratto prima di rimetterci le mani e di chiedervi esplicitamente impressioni, note e suggerimenti: insomma, quel che potrebbe essere il vostro personalissimo editing del pezzo (sto parlando di line-editing, visto che presupposto per parlare di macro-editing è la lettura integrale del romanzo). In altre parole vi chiedo se, a vostro parere, nell’estratto riportato tutto funziona. In particolare la gestione del punto di vista, i pensieri di Cateno, la verosimiglianza della scena, il dialogo.
Tagliereste qualcosa?
Qualcosa non è chiaro?
C’è il giusto equilibrio tra detto e non-detto?
Il “raccontato” è ben amalgamato e diluito nei pensieri?
Qualche traccia di info-rigurgito?
Le battute potrebbero essere migliorate?
I nomi e/o i soprannomi vi paiono appropriati?

Alcune vostre osservazioni potrebbero poi essere legate a gusti personali. Non esitate, mi interessano, e potrebbero dare il via a fruttuose discussioni.

Ma veniamo al pezzo. Innanzitutto l’ho scelto perché sufficientemente separato dal resto da essere quasi “indipendente” (e, soprattutto, non troppo “spoileroso”). Si tratta della parte iniziale del provvisorio Capitolo 22. Come già detto, nel seguito dell’acchiapparatti, le diverse scene si susseguono in una narrazione in terza persona che abbraccia sempre il punto di vista di un personaggio. Ci sono molti p.o.v. ricorrenti, quelli dei personaggi principali, ma ci sono anche un paio di scene narrate dal punto di vista di un personaggio secondario che compare in quella scena per poi sparire, o quasi, dal romanzo. Questo è il caso dell’estratto riportato. Non mi dispiacciono i cosiddetti “death-pov”, ovvero quei punti di vista (di personaggi destinati a scomparire dalle vicende o addirittura a morire alla fine della scena) che vengono chiamati in causa per mostrare una singola scena.

Questo il link al file pdf contenente il pezzo:

Gùlghezac – incipit capitolo 22

COMUNICAZIONE di servizio: Ho deciso di aspettare il 2 febbraio (primo anniversario del blog) per risistemare e organizzare i post riguardanti le micro-storie (non garantisco però di trovare la forza per intraprendere l’ultima revisione di “Fino all’ultimo pezzo”). Forse pubblicherò, prima di quella data, un ulteriore post per le micro-storie.

EDIT del 24/02/2011:

Ho lavorato un po’ sul pezzo, anche seguendo le vostre indicazioni. Qualche nota:

- Nel primo capoverso, ho inserito una frase sulle mani di Cateno, e ho fatto di lui un armaiolo che fabbrica essenzialmente armi dotate di manico. Che ne dite?

- Non ho trovato una soluzione valida per risolvere il problema di “quei” e “quella” nella frase: ”Quei maledetti uccelli sembravano nutrire una particolare predilezione per quella scala.”  Sebbene mi dispiaccia, ho deciso di eliminarla.

- All’inizio del dialogo ho separato i ricordi-pensieri di Cateno distribuendoli fra le battute. Funziona?

Ecco il pezzo rivisto:

Gùlghezac – incipit capitolo 22 – rivisto

Supponiamo di aver pensato e più o meno deciso cosa deve accadere nella storia che stiamo scrivendo. Abbiamo cioè “visto” un evento o una situazione di partenza (che presenta un conflitto o comunque una problematica che deve essere in qualche modo sciolta).

La questione è: Dove collocare le scena?

Scegliere, pensare con cura il luogo, magari scovandone particolarità e stranezze, arricchirlo di informazioni, e possibilmente disegnarlo, può essere di grande utilità per diversi motivi. Questi quelli che mi vengono in mente, così su due piedi:

  • Può dotare la locazione di un certo fascino e dunque rendere la narrazione più stimolante, oltre che per lo scrittore, per il lettore.
  • Può generare nuove idee, riguardanti azioni e sviluppi nella trama.
  • Rende necessariamente l’azione (o la descrizione) più plausibile e verosimigliante.
  • Facilita l’uso di dettagli sensoriali e rende più naturale ed efficace il “mostrare”.

TRACCIA:

Decidere a grandi linee il prossimo “passo” della storia (o l’incipit di una nuova micro-storia). Scegliere e arricchire di dettagli un luogo (preferibilmente un interno, che chiamerò locazione) dove collocare la situazione, l’azione, il dialogo. Sfruttare le caratteristiche della locazione nel mostrare la scena. O addirittura partire dalla locazione per trovare lo sviluppo della trama.

MATERIALE:

- La figura mostra la visione dall’alto e la visione laterale di una possibile locazione, tratta dal seguito dell’acchiapparatti. Il disegno potrebbe rappresentare una grande taverna sotterranea, un luogo dove si svolgono spettacoli, un “manicomio” fantasy, un ambiente ricreativo per soldati al di sotto di una caserma, il covo di una banda di briganti… Quello che volete.

Visione dall'alto e laterale del Velarione


Cliccare sopra l’immagine per ingrandirla.

NOTA 1: I diversi dettagli contenuti nella figura possono essere eliminati o interpretati nei modi più disparati. Si possono aggiungere altri elementi o anche modificare alcuni aspetti strutturali.

Un piccolo estratto dal capitolo 21 del seguito dell’acchiapparatti:

“Gogloc non parve neppure averlo sentito. Continuò a parlare, ora a occhi chiusi.
«Un uomo che si è stabilito infine nella città di legno, fango e argilla, dove nessuno è padrone. Qui ha costruito un veliero, nella terra. Per i suoi spettacoli, per il suo circo.»
«Il Velarione…» Ancora la voce del bambino.
«Tendaggi come vele, due pali possenti al pari di alberi maestri. Cime, sartie, soppalchi e reti…» Gogloc sollevò le palpebre, il suo sguardo si perse lontano.”

- Nel caso in cui l’immagine in figura non sia stimolante o adatta al proseguimento della micro-storia, è possibile “costruire” e far uso di qualsiasi altra locazione venga in mente. Qualche suggerimento:

  • Una caverna.
  • Una rete fognaria.
  • Un tempio.
  • Un dedalo di catacombe.
  • Una “casa” su un albero secolare.

NOTA 2: Potrebbe essere di ulteriore ispirazione riflettere sulla storia passata della locazione: chi l’ha costruita, perché, se è stata teatro di particolari avvenimenti…

NOTA 3: Cercare di inserire qualche informazione circa gli odori, i suoni, le sensazioni che si avvertono nel posto scelto.

COMUNICAZIONE: Approfitto di questo post per dire che nelle vacanze di Natale cercherò di risistemare finalmente la storia “Fino all’ultimo pezzo” e di rivedere, mettere insieme e dare ordine al materiale riguardante le micro-storie, in modo tale da renderlo più accessibile e fruibile.

Mercoledì sono stato a Firenze per partecipare alla conferenza stampa di inaugurazione dell’undicesima edizione del progetto-concorso Libernauta. Si tratta di un’iniziativa che da dieci anni, in collaborazione con le biblioteche e numerosi istituti superiori della provincia di Firenze, si prefigge di promuovere la lettura nelle scuole secondarie fiorentine. ”L’acchiapparatti” è uno dei 15 titoli scelti quest’anno dal comitato scientifico del progetto. Che dire, ne sono davvero molto contento.

Un articolo riguardante la conferenza stampa e il progetto di quest’anno si trova qui. Ecco invece il link al sito Libernauta.

Tre notizie riguardanti “L’acchiapparatti”:

1- Il libro è tra gli undici romanzi selezionati per il Premio Fiesole. Qui un link all’articolo su Repubblica.it.

ECCO I CANDIDATI DEL PREMIO FIESOLE NARRATIVA UNDER 40
EDIZIONE 2010

Undici le opere selezionate dalla Giuria che andranno a concorrere all’edizione 2010 del riconoscimento letterario

Sono undici le opere selezionate dalla Giuria del “Premio Fiesole Narrativa Under 40” che andranno a concorrere all’edizione 2010 del riconoscimento letterario.

I libri scelti per la XIX edizione sono: Silvia Avallone, Acciaio, Rizzoli; Simona Baldanzi, Bancone verde menta, Elliot; Francesco Barbi, L’acchiapparatti, Baldini e Castoldi Dalai; Enrico Brizzi, La nostra storia, Baldini e Castoldi Dalai; Alessandro D’Avenia, Bianca come il latte, rossa come il sangue, Mondadori; Paolo Di Paolo,Questa lontananza così vicina, Giulio Perrone Editore; Antonella Lattanzi, Devozione, Einaudi; Nicolai Lilin, Caduta Libera, Einaudi; Flavio Soriga, Il Cuore dei Briganti, Bompiani; Paolo Sorrentino, Hanno tutti ragione, Feltrinelli e Paolo Zanotti,Bambini Bonsai, Ponte alle Grazie.

La giuria è presieduta da Franco Cesati e composta da Caterina Briganti, Franco De Felice, Silvia Gigli, Marcello Mancini, Gloria Manghetti, Fulvio Paloscia e Lorella Romagnoli.

Il “Premio Fiesole Narrativa Under 40”, nato nel 1990 su iniziativa di un gruppo di intellettuali fiesolani e organizzato dal Comune di Fiesole, è diventato negli anni uno dei più importanti premi per la letteratura giovanile in Italia.

Il riconoscimento ha visto nel tempo segnalare giovani scrittori poi divenuti “grandi” come Sandro Veronesi, Roberto Cotroneo, Silvia Ballestra, Diego De Silva, Pietro Grossi e prevede come sempre numerose iniziative parallele.

Nei prossimi giorni i giurati sceglieranno all’interno degli scrittori selezionati la terzina nella quale verrà individuato il vincitore.  Anche quest’anno il Premio vedrà la collaborazione della Fondazione Primo Conti e dedicherà a Mario Tobino una mostra con opere del Maestro Antonio Possenti.

2 – Domenica 3 ottobre presenterò “L’acchiapparatti” nell’ambito del FantaBorgo 2010 a Minozzo (RE). Qui sotto qualche informazione sulla manifestazione e il programma provvisorio… So per certo che ci sarà anche Eugenio Saguatti.

Ritorna il FantaBorgo! Una giornata dove il fantastico diventa reale, dove tra vicoli tortuosi e strade strette si ci potrà imbattere in strane creature, narratori itineranti, musici, artisti, editori, libreria Liberamente di Langhirano e molto altro!
Per gli amanti della letteratura ci saranno presentazioni letterarie, con le illustri partecipazioni di:

- Francesco Barbi – “L’acchiapparatti” – Baldini Castoldi Dalai,
- Paola Poggioli – “La Maschera” – Fedelo’s editore,
- Giuseppe Pasquali – “Lunar memories” – Linee Infinite Edizioni.

Presentazione prevista per le ore 14.30, moderata dalla giornalista Nazzarena Milani.

Seguirà il salotto letterario che vede il confronto di una decina di autori oltre a quelli sopra citati: Federica Ramponi, Silvano Scaruffi, Antonio Cinti, Alessio Gallerani, Simone Draghetti, MP Black, Vincenzo Malara, Enrico Matteazzi, Armido Malvolti, Eugenio Saguatti e Chiara Guidarini moderati da Andrea Ferrari, titolare della libreria Liberamente di Langhirano.

Ad accompagnarti ci saranno un mercatino, tanti stand editoriali, stand gastronomici, servizio di trucco bimbi, bar e possibilità di noleggio costumi fantasy medievali. Se partecipi in costume fantasy medievale potrai anche essere premiato!

Tra i musici si esibirà il duo “Fabio e Fede Pianobar” e tra gli illustratori ricordo Fabio Porfidia, Mauro Moretti e Ilaria Trombi. Anselmo Razzoli ed Emilio Moggi cureranno le mostre di dipinti, mentre il “Museo delle cose perdute” a cura della Famiglia Ferretti spalancherà le proprie porte a coloro che desiderano tornare indietro nel tempo… ma non troppo.

Per i più piccoli sarà allestita “la corte dei Balocchi” con tavolini, colori, gonfiabili e tanti giochi, mentre i bambini un po’ più grandicelli potranno dilettarsi nella caccia al tesoro delle fiabe nascoste nei castelli di Matilde a cura dell’associazione culturale arte in gioco di reggio emilia. Combattimenti a cura delle Tre Emme di Maranello.

Come l’anno scorso INGRESSO LIBERO!

3 – Forse sarò presente a Lucca Comics and Games 2010, in qualità di autore…

Venerdì 27 agosto sarò a Finale Emilia per presentare “L’acchiapparatti” nell’ambito del Festival del Noir. Questo l’incontro:

ore 21.00 / Giardino Villa Finetti

ROMANTICAMENTE GOTICA

e GOTICAMENTE FANTASY

Intervengono BARBARA BARALDI, autrice di SCARLETT (Mondadori Editore)

e FRANCESCO BARBI, autore di L’ACCHIAPPARATTI (Baldini Castoldi Dalai Editore)

Qui sotto riporto un paio di link:

Articolo di presentazione del Festival Noir di Finale Emilia 2010

Pieghevole-programma della manifestazione

COMUNICAZIONE: Per poco più di dieci giorni sarò fuori dall’Italia, in vacanza, e dunque non potrò gestire questo blog. Avevo pensato di pubblicare un post per la prossima micro-storia prima di partire, ma un po’ per mancanza di tempo, un po’ perché non mi sembrava proficuo non poter essere disponibile per eventuali chiarimenti, domande e osservazioni, ho deciso di posticipare. Proporrò il post quando torno, nei primissimi giorni di Agosto.

Un paio di giorni fa è stata pubblicata un’intervista al sottoscritto sul sito flaneri.com curata da Matteo Chiavarone. La riporto qui sotto:

Continua a leggere…

Nella speranza che stavolta non ci siano problemi:

Sabato 12 giugno, ore 18.00, libreria Feltrinelli di Pisa, Corso Italia 50:

Presentazione de “L’acchiapparatti”, con Franco Farina e Francesco Ippolito.

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Ne approfitto per riportare qui sotto i link a tre articoli sugli incontri avvenuti in occasione del Salone del Libro:

Barbi, Dimitri, Falconi e Rosso, ovvero Elisa e i Tre Franceschi alla Fiera di Torino 2010 (articolo pubblicato su FantasyMagazine)

Conferenze: sabato 15/05/2010 e domenica 16/05/2010 (articolo pubblicato su FantasyOnAir dove è possibile ascoltare la registrazione audio degli incontri)

Francesco Barbi “L’acchiapparatti” (radio-intervista su FantasyOnAir)