Di ritorno dalla Superfumettopoli al Forum di Assago di Milano (ringrazio Luca Fagiani e Marco Varuzza di CMK Servizi, sempre gentilissimi e professionali), vi segnalo tre articoli riguardanti “Il burattinaio”.

- “La danza delle marionette”, recensione del romanzo ricca di spunti particolari e dettagli interessanti, pubblicata su AtlantideZine. La trovate qui. L’autore, Michele Bellone, si sofferma sullo stile, semplice e senza fronzoli, sui personaggi, la gestione del punto di vista e  la coralità della storia, e infine sull’intrigante figura del burattinaio.

- Il bel commento di Francesco Roghi, sul suo blog “Castel Oricalco”, che tocca molti aspetti del libro riguardanti i personaggi, la trama e la scrittura. Ecco qui l’articolo.

- Il Giveaway di due copie de “Il burattinaio”, organizzato sempre da Francesco Roghi, su “Castel Oricalco” e su “Le mele del silenzio“. Per chi non lo sapesse, si tratta di lasciare un commento su uno dei due blog così da partecipare all’estrazione random per la vincita di una copia del romanzo. Trovate i dettagli ai link agli articoli sui due blog sopra riportati.

- Prima di tutto segnalo una breve intervista pubblicata su “tiscali: spettacoli & cultura” qualche giorno fa in merito a “Il burattinaio”. La trovate qui.

- Segnalo poi che sabato e domenica sarò a Milano, al Forum di Assago per partecipare a “Superfumettopoli”. Mi troverete sabato e domenica fino a metà pomeriggio allo stand del Fantasy Bookshop gestito da CMK Servizi. Questo il breve comunicato stampa:

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Francesco Barbi a Superfumettopoli 2011

Da L’acchiapparatti a Il burattinaio, dagli emarginati ai folli. Sinistri, enigmatici, squilibrati personaggi incrociano le loro strade per dar vita a un intreccio mozzafiato che trascina oltre i canoni del fantasy. Tutti ignari di essere pedine nel piano di vendetta del burattinaio.

Francesco Barbi sarà presente a Superfumettopoli con il suo nuovo romanzo Il burattinaio, sabato 26 e domenica 27 novembre. L’appuntamento è al Palaforum di Assago dove sarà possibile incontrare l’autore tra conversazioni informali, interviste e autografi.

Un link per chi volesse saperne di più sulla manifestazione: http://www.fumettopoli.biz/sufume

- Infine, già che ci sono lascio anche il link all’articolo relativo all’intervista che mi è stata fatta a Lucca dai ragazzi di Fantasy On Air.

In questo post segnalo altre due belle e interessanti recensioni de “Il burattinaio” uscite la settimana scorsa in rete, e ne approfitto per parlare in breve delle citazioni presenti nel romanzo e di quel che ne penso anche in relazione a cosa siano, per me, alcuni possibili elementi di originalità.

La prima delle due recensioni, apparsa domenica scorsa sul blog di Bruno Bacelli, “Mondi Immaginari”, la trovate qui. Anche in questa recensione si sottolinea che il romanzo è un fantasy per adulti, per certi versi complesso. Viene apprezzato il finale, definito spettacolare e in cui tutti i tasselli del mosaico vanno a posto, il personaggio di Gamara, i Guardiani dell’Equilibrio e ciò che ruota intorno al Culto della Luce.

Visto che Bruno Bacelli ha chiamato in causa un paio di citazioni, ne approfitto per parlarne un po’ (riporto più o meno quanto ho scritto sul suo blog). Di citazioni, frasi più o meno fedeli all’originale, massime e pensieri riadattati, ce ne sono parecchie disseminate per tutto il romanzo. Ad esempio per dar voce in maniera verosimile e convincente a due personaggi come Zaccaria e Ar-Gular (che dovevano essere illuminati, geniali, in grado di fare collegamenti di pensiero profondi, sorprendenti o quantomeno originali), ho fatto una gran fatica, pensato molto, compiuto diverse ricerche e razziato qua e là, specialmente da saggi di piscoanalisi (Freud, Bion, Ferro, Resnik, ecc.). I libri di narrativa sono spesso zeppi di citazioni, situazioni e storie più o meno prese in prestito e rivisitate (uno scrittore in fondo è sempre anche un po’ un “ladro”, appunto un razziatore di frasi, concetti, idee e storie), ma sono generalmente privi di pagine di “riconoscimenti” (in fondo non sono saggi). Io mi sono limitato alla nota che precede il prologo, un po’ perché  in questo caso ho tratto ispirazione da una storia vera per dar vita a un personaggio del romanzo, un po’ per fare un omaggio a Sacks e ai suoi studi su alcune patologie mentali (tra l’altro, molti dei personaggi del libro sono folli o quantomeno affetti da turbe psichiche di vario genere).
Io credo che le idee buone, e l’originalità, possano venir spesso fuori anche dal riuscire a utilizzare idee non originali (comprese le citazioni) collocandole in contesti e situazioni nuove o comunque diverse. Anche il modo di usare queste idee di per sé non originali, accostandole e mettendole insieme, incastrandole e facendole “interagire”, può dar luogo a qualcosa di considerabile originale. Per me ha una sua originalità, ad esempio, mettere in bocca a dei personaggi di un libro di genere fantasy frasi e pensieri di grandi psicoanalisti del Novecento… Non è stato affatto facile (trovarle, comprenderle e inserirle in modo fluido e appropriato nei dialoghi) e l’ho fatto nella convinzione di aumentare lo “spessore” e la qualità del romanzo. Insomma, per me è un plusvalore, un pregio del libro, non un possibile difetto. Questo è il mio parere, naturalmente… E voi, che ne pensate?

La seconda recensione, acuta, puntuale e completa, è stata pubblicata all’inizio della settimana scorsa da Debora Magini, alias Nasreen, su “Sognando Leggendo”. Eccola qui. Sono felice che Debora abbia apprezzato “Il burattinaio” in tutti i suoi aspetti, gli sforzi e l’impegno che gli stanno dietro. Alcune sue osservazioni (come quella riguardante Zaccaria, personaggio folle ma dalla saggezza inquietante) mi hanno dato gran soddisfazione.

  • Giovedì scorso è stata pubblicata su Fantasy Magazine la recensione, di Emanuele Manco, de “Il burattinaio”. Una bella e interessante recensione che a me spingerebbe senz’altro alla lettura. La trovate qui. Viene in particolare sottolineata la complessità dell’intreccio e il fatto che non sia sempre facile capire chi o che cosa ci sia sotto alle vicende… Sono contento perché in effetti ho cercato di non scendere mai a compromessi: “Il burattinaio” è un fantasy concepito per un pubblico adulto, sia nei contenuti che nella forma, in cui abbondano scene truculente e citazioni più o meno riadattate tratte dalla psicoanalisi. Credo che la percezione di Emanuele Manco sia anche legata alla “densità” che volevo e ho cercato di dare a tutti i costi al testo (largo uso del non-detto, quasi eliminazione del narratore onnisciente, raccontato ridotto all’osso…). Voi che ne pensate? Una lettura difficile, impegnativa?
  • Sempre su FantasyMagazine, insieme alla recensione, è apparso tra le notizie anche un breve resoconto, a cura di Cristina Donati, che ben sintetizza alcuni punti salienti della presentazione del libro a Lucca Comics and Games (quella in Sala Ingellis). Eccolo qui.
  • Ecco poi un altro articolo, stavolta pubblicato su “Diario di pensieri persi”, in cui la mia “salvatrice” Vanessa Liant racconta la sua esperienza lucchese e tra le altre cose il retroscena imprevisto che ha portato al suo coinvolgimento nella presentazione…
  • Infine, ancora legate a Lucca, potete (in particolare coloro che non sono entrati a causa della coda per l’arrivo dei gemelli Phelps…) trovare qui la registrazione audio della presentazione di venerdì 28 in Sala Ingellis e  la simpatica intervista a cura dello staff di Fantasy On Air (di cui sono stato ospite subito dopo), entrambe in rete grazie a Radio Impronta Digitale. Quest’ultima intervista è stata inserita in “Ascolta le trasmissioni di Lucca C & G 2011 – Fantasy On Air n° 20, primo giorno a Lucca C & G 2011″, e inizia circa al 33-esimo minuto.

Innanzitutto segnalo un’intervista pubblicata qualche giorno fa, a cura di Lorenzo Cavalca, sul sito “La Kinzica“, magazine di informazione turistica e culturale su Pisa e Provincia (leggenda vuole che Kinzica de’ Sismondi sia la nobile fanciulla che nell’undicesimo secolo diede in tempo l’allarme e salvò Pisa da un attacco dei saraceni). Si tratta di un sunto-resoconto di alcune delle domande sulla scrittura e su alcune scelte stilistiche, sui personaggi, sul confronto tra i due libri… che mi sono state fatte nel corso della presentazione alla Feltrinelli di Pisa e contiene altresì le risposte a qualche altro quesito che mi è stato posto in una breve chiacchierata successiva. Trovate l’intervista qui.

Ieri è invece stato pubblicato in rete un articolo sul blog “Sproloqui e Deliri“, di Valberici, che ho incontrato a Lucca e a cui avevo chiesto un feedback più articolato su “Il burattinaio”. Questo è il link. Più che di una recensione, si tratta di un commento molto interessante, steso per punti, che focalizza l’attenzione sul confronto tra “L’acchiapparatti” e “Il burattinaio”. Inutile dire che mi ha fatto molto piacere sapere che Valberici ha colto e apprezzato l’evoluzione-maturazione di stile e scrittura che caratterizza il mio secondo romanzo. Ne ha sottolineato lo stile asciutto e senza fronzoli, l’ottima caratterizzazione dei personaggi, l’essenzialità della narrazione… Sono molto contento di aver ricevuto questa ulteriore conferma. La “densità” delle pagine (per cui ogni cosa è in qualche modo finalizzata alla storia narrata), l’eliminazione di tutto il superfluo (nella scrittura tanto quanto nella narrazione), la continua ricerca di idee e di situazioni imprevedibili, il mantenimento di un ritmo serrato, sono alcuni dei dettami che mi hanno guidato o quantomeno che ho cercato di seguire con tutte le mie forze.

Prendo spunto dall’articolo per aggiungere qualcosa di personale al discorso che verte sul confronto tra i due libri (su cui, comunque, pensò che ritornerò presto). A Lucca mi è capitato spesso di dire ad amici e conoscenti che “questo secondo libro è migliore del primo”… Sono molto affezionato a “L’acchiapparatti”, forse anche più che a “Il burattinaio”. In fondo il primo libro è di solito caratterizzato da una maggiore “freschezza” e originalità, è il frutto di un bisogno più impellente di dar voce e concretezza ai propri personaggi interni e all’impulso creativo, di tirar fuori la propria storia, metafora di parte del mondo interno e strumento di digestione dei vissuti personali. Nei libri successivi credo che questa esigenza vada in genere calando. Insomma, dal punto di vista della storia e dei personaggi, forse non saprei quale scegliere tra i due, ma per quel che riguarda scrittura e stile non ho dubbi. Come traspare dall’intervista di cui ho parlato sopra, sento di aver fatto un passo avanti e sono contento che Valberici me lo abbia confermato.

E voi altri che avete letto entrambi i romanzi, che ne pensate di questo confronto?

Sono reduce dalla 5 giorni di Lucca Comics and Games 2011, con un po’ di malinconia ma felice della bella esperienza, di aver consolidato amicizie e di averne strette di nuove. Mi ha fatto un gran piacere rivedere molte persone che già conoscevo, altri scrittori, bloggers, alcuni membri della redazione di FantasyMagazine, Terre di Confine, FantasyOnAir, Wild Boar… Sono troppi per essere menzionati tutti.

Come dichiarato nel primo post, in questo blog preferisco non parlare della mia vita (anche perché non è propriamente un blog personale), ma in questo caso non posso far a meno di ringraziare tutti i ragazzi e le ragazze di CMK servizi e di 10 righe dai libri per la loro disponibilità, simpatia e professionalità. Ho vissuto le 5 giornate in un bellissimo clima di affiatamento e ne conserverò uno splendido ricordo. Un “in bocca al lupo” a tutti loro, in particolare a Luca Fagiani e a Patrizia Puggioni che si sono gettati in questa avventura con estremo impegno, coraggio e bravura.

A proposito di 10 righe dai libri, ne approfitto per segnalare che sul sito è possibile leggere un lungo estratto de “Il burattinaio”, le prime 37 pagine, ovvero la lettera di Melzo, il prologo e il primo capitolo. Ecco il link.

Già che ci sono, segnalo l’entusiastica recensione di Alessandro Iascy (che ringrazio) sul sito TrueFantasy. La trovate qui.