2010 16 lug

Recensione su “Il Recensore”

Autore: Redazione Categorie: Rassegna Stampa, Recensioni

Di seguito una bella recensione de “L’acchiapparatti” pubblicata oggi sul sito “Il Recensore.com”. Una recensione sintetica, ma completa e puntuale, la cui lettura mi ha dato grande soddisfazione. L’autore della recensione, Matteo Chiavarone (che ringrazio), ha in particolare apprezzato e sottolineato la maturità dello stile e della costruzione della trama. Inutile dire che questo riconoscimento della qualità e del lavoro sottostante al testo mi ha fatto molto piacere.

L’acchiapparatti” (Baldini Castoldi & Dalai, 2010) di Francesco Barbi è forse il miglior fantasy italiano uscito negli ultimi anni. Non sono un grande estimatore del genere ma non credo che il nostro paese abbia una grande tradizione da questo punto di vista; nonostante questo la lettura di quest’opera appare come un qualcosa che non spunta per caso, il risultato attento di una elaborazione specifica che non è soltanto una operazione editoriale.

Lo stile dell’autore appare fluido e, soprattutto, maturo. L’incipit, forse un po’ lento, permette un avvicinamento graduale alla materia; scelta che dimostra una consapevolezza nella propria scrittura, una maestria e una tecnica da narratore sicuramente non alle prime armi. Il dosaggio di elementi “fissi” e innovativi apre prospettive sempre nuove che permettono al lettore, anche non esperto, di trovare continui appigli (il rischio di perdersi è sempre forte) nonostante vengano lasciate molte strade aperte.

Per questo non riesco ad immaginare che Francesco Barbi sia alla sua opera prima. Sono sicuro, difatti, che dietro ci sia una continua e costante revisione – non intendo soltanto quella che ha portato il libro ad essere prima edito dalla piccola casa editrice Campanila poi ripubblicato quest’anno dalla BC&D) – frutto di mesi e mesi di lavoro di “fino”.

La trama, al tempo stesso elastica e lineare, crea un tessuto molto vasto su cui molteplici fili si legano e si snodano tra loro. Ci troviamo nel medioevo. Il gobbo Ghescik, aspirante mago e librofilo, entra in possesso volume che appare come un enigmatico formulario di un negromante. In suo aiuto arriva, appunto, lo “acchiapparatti”. Emarginato, isolato ma intelligentissimo. Cose dette e non dette. Un mostro che semina morte. Un incantesimo. Un viaggio da affrontare insieme a personaggi più o meno strambi.

L’autore va avanti spedito senza sbagliare un colpo, districa ogni matassa da lui stesso creata (che siano i personaggi al limite della follia o avvenimenti surreali poco importa) e incalza senza futili ghirigori. Gli elementi del fantasy affiorano qua e la, sfiorando il gotico, la mitologia, il noir. C’è orrore, paura, amore, tenerezza, simpatia. Insomma, un interessantissimo gioco di forze che sa essere spassoso nella sua originalità, senza mai essere banale.

Tags: , , , ,

7 Commenti su “Recensione su “Il Recensore””

  1. Psicomama:

    Ma che bella recensione! Complimenti all’acchiapparatti e al recensore!

  2. Ignacio:

    Finalmente iniziano a sentirsi quelli che dicono che L’acchiapparatti è uno dei migliori fantasy usciti negli utlimi anni!
    Io sono pronto e sto aspettando il post per le microstorie. :)

  3. Lidia Perfinta:

    Concordo con Ignacio.
    Aspetto anch’io un nuovo post sulle micro-storie. Ho bisogno di una nuova meta, nuovi spunti, così mi decido a terminare la revisione della nostra prima storia.

    Coraggio, Francesco, ti stiamo aspettando! Dai tu il là! :)

  4. Francesco Barbi:

    @Psicomama, @Ignacio e @Lidia: Scusate se sto ritardando, ma in questi giorni sto cercando di scrivere a pieno ritmo e ho bisogno di ogni stilla di tempo per riprendere il via. Nei prossimi giorni, comunque, pubblicherò il post per la prossima micro-storia…
    Se avete preferenze in merito, ditele pure. A me piacerebbe sapere se preferireste scrivere un intero piccolo racconto sulla base di un singolo post oppure interagire di più e allungare un pochino la storia costruendola con almeno 2 o 3 post.

  5. Psicomama:

    @ Ignacio, contenta di risentirti, speranzosa di intessere presto nuovi racconti anche con la tua partecipazione furtiva
    @ Lidia, che ho incontrato con gioiosa sorpresa su anobii, vera passione da navigatrici d’altri mondi; leggere, raccontare, incontrarsi fra gli scaffali.
    Un caro saluto a tutti, in un giorno di pioggia gradita.
    @ Francesco. Dunque, io sono capitata qui stimolata dall’idea di dare vita a una scena, su suggestione. Un intero racconto mi spaventa un po’. Avendo un auditorio attento di bambini sono un pozzo inesauribile di favole quindi penso che se mi ci mettessi verrebbe fuori anche un racconto. Il punto è che non credo di aver voglia di mettermici. Mi piace interagire, mi ‘tirano’ i flash brevi, ma un intero racconto mi pare cosa impegnativa. Quindi la mia scelta è presto fatta. Se però doveste decidere per il racconto sarò lettrice avida delle vostre storie.

  6. Lidia Perfinta:

    @Francesco.
    Beh, dal momento che io scrivo, per me è bello sia scrivere pezzi di storie che racconti interi. Ma qui non sono sola, perciò sto con gli altri. Se Psicomama o Ignacio preferiscono seguire lo slancio di tante piccole tracce, per mettere ognuno un pezzetto di puzzle di un’unica storia, mi unisco volentieri alla mischia.

  7. Ignacio:

    Anche per me è lo stesso. Però non so se sono in grado di scrivere un racconto intero.

Leave a Reply