Sono appena tornato e riporto subito il link a una recensione pubblicata qualche giorno fa sul sito braviautori.com da Miriam Mastrovito, autrice di diversi libri tra cui “Il mendicante di sogni”. Una recensione che mi ha fatto molto piacere leggere, curata nei dettagli, ricca di interpretazioni particolari e caratterizzata da un entusiasmo corroborante e contagioso.
Ecco la recensione:
Quando leggo un fantasy mi predispongo a varcare una soglia magica. Mi aspetto di essere guidata alla scoperta di un mondo altro, di vivere un’avventura emozionante e di incontrare personaggi vivi ai quali affezionarmi. Penso sia questa capacità creativa a fare la differenza tra un comune narratore e un grande scrittore. Francesco Barbi, a mio avviso, merita di essere annoverato nella seconda categoria.
Attraverso immagini vivide ci introduce nell’Impero di Olm, un territorio dalle atmosfere cupe, intriso di reminiscenze medievali.
Tutto comincia quando Ghescik, lo storpio becchino di Tilos, sottrae al cadavere delle fattucchiera Macba uno strano amuleto. Nella sagoma del ciondolo riconosce la stessa immagine vista sulla copertina di un vecchio volume nella bottega dello speziale Tamarkus, quasi sicuramente un libro di negromanzia, che spera possa contenere la formula atta a liberarlo dalla sua deformità.
Ricorrendo all’inganno, Ghescik riesce ad appropriarsi del testo ma, in questo modo, suscita l’ira del mercante e si vede costretto a fuggire.
Sarà il suo amico Zaccaria, lo squinternato acchiaparatti di Tilos, a offrirgli un rifugio temporaneo e, successivamente, ad accompagnarlo in un viaggio verso la Torre di Giloc. Un viaggio ricco di pericoli che, da semplice fuga, si trasformerà in un’impresa più grande giacché, loro malgrado, i due compagni scateneranno le forze degli inferi.
Una trama avvincente che, tingendosi di sfumature horror, sfugge ai canoni del fantasy tradizionale. Ne “L’Acchiaparatti”, infatti, non assistiamo all’eterna lotta tra bene e male quanto piuttosto a uno scontro di forze oscure e temibili, quasi una guerra che vede tutti contro tutti, nella quale risulta arduo distinguere i buoni dai cattivi e che, proprio per questo, forse, si connota di un certo realismo.
I personaggi, indubbiamente, rappresentano il maggior punto di forza di questo romanzo, tanto più perché l’autore riesce a farli vivere davvero. La strana coppia costituita da Geshik e Zaccaria, ben presto si arricchisce di nuovi elementi che andranno a formare un’originalissima compagnia viaggiante. La prostituta Isotta, il gigante Org e, non da ultimi, gli animali con i quali l’acchiaparatti sembra comunicare. Un cricca di antieroi che si contraddistinguono più che altro per i loro stessi difetti, ciascuno unico a suo modo e capace di suscitare emozioni.
Zaccaria, soprattutto, è un personaggio che non si dimentica. Gli occhi tondi puntati sempre verso il basso, le goffe movenze, la sua vivacità tutta infantile mirano dritto al cuore di chi legge. Bastano poche pagine perché la bizzarra abitudine di parlare di sé al plurale e le elucubrazioni, apparentemente prive di nesso logico, intervallate dai suoi “sì, sì” comincino a riecheggiare nella mente al pari di un tormentone.
Oltre quattrocento pagine che scorrono in un lampo e che lasciano un grande desiderio di leggere ancora.
Chissà se l’acchiaparatti, dall’alto della sua torre e per mano del suo creatore, un giorno potrà renderci partecipi di una nuova avventura.
Io sarei davvero felice di rincontrarlo.
Tags: deformità, horror, Miriam Mastrovito, personaggi vivi, Zaccaria

3rd agosto 2010 at 17:56
Anche questa è un’altra ottima recensione: complimenti!
A proposito, a che punto sei con il prossimo libro?
5th agosto 2010 at 11:23
Miriam con le recensioni ci sa fare e se un libro la colpisce (come in questo caso) vuol dire che davvero merita. Sicuramente una bellissima recensione!
5th agosto 2010 at 22:27
Anche io vorrei riincontrare l’acchiapparatti!! Condivido tutto e in particolare e pienamente l’impressione che i personaggi di Barbi restano nel cuore come compagni segreti ad accompagnare il lettore ben oltre le ore trascorse sulle pagine. Attendo – anche io latitante in rete fra mare e sole – di ritrovare intanto carichi e pronti per nuove avventure i compagni delle micro storie!