Poco più di un mese fa pensai che potesse essere una buona idea dedicare un post alle differenze tra le due edizioni del libro. Soltanto adesso mi rendo conto che lo scopo di questo articolo potrebbe risultare un po’ oscuro. Prima di tutto a me stesso.

Per chi lo scrivo? Di certo non per coloro che non hanno letto “L’acchiapparatti di Tilos”. Chi leggerà “L’acchiapparatti” non ha nessun bisogno di sapere come fosse l’edizione precedente. Anzi, scorrere questo post potrebbe forse rovinargli delle sorprese. D’altra parte, questo discorso vale anche per quelli che conoscono la prima edizione. Be’, in questo caso però sapere quanto il libro sia cambiato potrebbe forse indurli a prendere fra le mani anche “L’acchiapparatti”.

In ogni caso, la motivazione di questo articolo resterebbe piuttosto debole. Ho deciso allora di approfittarne per dare un ulteriore senso al post cominciando con dei ringraziamenti. Quei ringraziamenti che non ho potuto fare di persona a tutti coloro che, attraverso i contatti permessi dalla rete, hanno in qualche modo contribuito a migliorare il libro.

Ringrazio dunque tutti i commentatori di aNobii e ibs per i loro preziosi feedback e il loro sostegno (mi dispiace non fare i nomi, ma sono troppi per essere riportati qui).

Sono riconoscente nei confronti di Bruno Bacelli, “Firey”, Vania Summa, “Perflinka”, Carla Casazza, Andrea d’Angelo e “Tanabrus” per le accurate e corroboranti recensioni.

Un grazie particolare ad Alessandro Cannella, alias “Okamis”, per gli articoli dedicati all’acchiapparatti sul suo blog, le sue osservazioni e la segnalazione di due incongruenze presenti nell’edizione precedente.

La mia sentita gratitudine va poi a Chiara-Gamberetta che, dopo aver scritto una recensione dettagliata e piuttosto dura su “L’acchiapparatti di Tilos”, ha successivamente mostrato grande disponibilità al dialogo e al confronto. I suoi messaggi, e alcune delle sue critiche, mi hanno messo profondamente in discussione e costretto ad accelerare il processo di maturazione della mia scrittura. Chiara ha inoltre letto con attenzione la nuova versione dell’acchiapparatti, prima che fosse sottoposta all’editing della Baldini Castoldi Dalai, e mi ha fornito ulteriori consigli e suggerimenti.

E adesso veniamo ai miei interventi sul testo, ai cambiamenti, alle differenze tra le due edizioni.

Partiamo dal titolo. Ho deciso di cambiarlo dopo un lungo periodo di dubbi e addirittura un sondaggio su aNobii. Credo proprio di aver fatto bene. Lo trovo del tutto in linea con il cambiamento del testo. Mi è sembrato giusto sancire con un titolo diverso il fatto che, a mio parere, “L’acchiapparatti di Tilos” e “L’acchiapparatti” sono due libri diversi. Ho infatti lavorato sul testo per mesi. Questi in sintesi i cambiamenti apportati.

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«Furti, razzie, stupri, omicidi. Numerosi erano i crimini commessi in quell’epoca nelle Terre di Confine. Poiché scelleratezza e barbarie imperversavano in ogni dove, le punizioni e le condanne, sommariamente assegnate, non potevano che essere molto dure…»
Esce il 9 marzo in libreria ‘L’acchiapparatti’, romanzo fantasy di Francesco Barbi pubblicato da BCDalai Editore. Un viaggio rocambolesco, tra presagi e inganni, esecuzioni ed evasioni, attraverso atmosfere cupe e sanguinarie che rievocano gli aspetti più grotteschi dell’Alto Medioevo. Una storia avvincente, tanto insolita quanto indimenticabile, in cui convivono suspense e orrore, tenerezza e ilarità.
In anteprima sul numero di marzo di Linus, l’anticipazione con prologo, presentazione del personaggio Acchiapparatti e le illustrazioni di Sergio Ponchione.
Francesco Barbi è nato a Pisa nel 1975. Laureato in Scienze Fisiche, è insegnante di matematica e fisica nelle scuole superiori. Da sempre inventore e costruttore di storie, scrive per dar voce ai suoi personaggi interni, imbrigliare e condividere le sue «visioni».

Per vedere la galleria di immagini pubblicata il 6 marzo su repubblica.it, seguire questo link.

2010 06 mar

Linus di marzo: “anticipazione”

Author: Redazione Categories: Immagini, Rassegna Stampa

Riporto testo e illustrazioni che compaiono nell’anticipazione del libro su Linus di questo mese (e nell’anteprima su FantasyMagazine). Ne approfitto per ringraziare Sergio Ponchione, autore delle splendide illustrazioni.

Dal 9 Marzo sarà in libreria il romanzo di Francesco Barbi “L’acchiapparatti”, edito da B.C. Dalai Editore. Un fantasy? Forse. Di certo una storia avvincente, tanto insolita quanto indimenticabile. Un romanzo che trascende i canoni del genere e in cui convivono spunti gotici, psicologici e fantastici, suspense e orrore, tenerezza e ilarità. Vi proponiamo il prologo e un estratto del quarto capitolo che presenta il personaggio dell’acchiapparatti.

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2010 05 mar

FantasyMagazine: “Ritorna l’acchiapparatti”

Author: Redazione Categories: Rassegna Stampa

“Non un seguito, ma una completa revisione dell’apprezzato romanzo di Francesco Barbi.

Francesco Barbi aveva già suscitato interesse con il suo primo romanzo, L’acchiapparatti di Tilos.
Il romanzo, pur presentando qualche ingenuità da esordiente era però stato apprezzato nell’ambiente, ricevendo per lo più recensioni favorevoli.
Molti autori sarebbero stati paghi di un simile risultato. Ma Francesco ha invece fatto tesoro delle critiche ricevute, e ha realizzato una revisione del romanzo, che ora viene pubblicata da Baldini e Castoldi Dalai Editore, con il titolo L’acchiapparatti.

Probabilmente chiederemo a Francesco qualche informazione sul processo che l’ha portato a rivedere la sua opera, in una delle nostre interviste…” Leggi tutto l’articolo di Fantasymagazine.it

2010 04 mar

Micro-storie, Dialoghi, 1

Author: Redazione Categories: Aneddoti, Dialoghi, micro-storie

Uno degli scopi del dialogo è senza dubbio la caratterizzazione dei personaggi. D’altra parte il dialogo può essere uno strumento molto efficace per portare avanti la storia.

Per quel che riguarda la forza dei dialoghi, innanzitutto focalizzerei l’attenzione sulla necessità di una qualche tensione emotiva o intellettuale, un conflitto (più o meno esplicito) tra i dialoganti.

Nello scrivere un dialogo sarebbe poi auspicabile trovare un giusto equilibrio tra brillantezza e verosimiglianza. A mio parere, brillantezza e verosimiglianza non sono elementi così antitetici se si parla del dialogo, e non di ciò che viene detto. La verosimiglianza, intesa come vincolo che porta l’autore a sforzarsi nella ricerca di soluzioni originali e non immediate, può generare e indurre brillantezza nel dialogo anche se non brillantezza nelle singole battute. Credo che sia la ricerca del brio intellettuale nel massimo rispetto della verosimiglianza il principio da cui scelgo di farmi guidare.

Mi spiego con un personale ricordo risalente a qualche anno fa. Ho tentato di ricostruirlo con onestà e dunque mi sono posto in una condizione di estrema verosimiglianza. Le battute non mi sembrano brillanti, ma il dialogo sì.

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2010 03 mar

Note sulle micro-storie, 2

Author: Redazione Categories: Comunicazioni, micro-storie

Spero di non aumentare troppo libertà e flessibilità e di non ritrovarmi in un caos ingestibile. Mi riservo la possibilità di fare qualche passo indietro, in futuro. Detto questo, di seguito ho elencato nuove modalità e integrazioni (alle note precedenti che sono consultabili qui) sui post che hanno come oggetto le micro-storie e che saranno valide almeno in questa prima fase, o comunque fino all’eventuale contrordine:

  • La lunghezza delle risposte non ha limiti, se non quelli dettati dal buon senso. Resta il suggerimento di scrivere brani dalle 5-10 alle 30 righe.
  • Ribadisco che traccia e materiale proposti hanno la funzione di stimolare l’immaginazione. Una volta iniziato a scrivere il pezzo, si potrebbe anche non seguire alcun suggerimento. Saranno comunque prese in considerazione tutte le risposte.
  • In questa prima fase non ci saranno risposte migliori da scegliere. Tutti i brani saranno letti e riceveranno almeno un breve commento. Quelli che, secondo il parere squisitamente personale del sottoscritto, dovessero risultare interessanti per le più disparate ragioni, saranno sottoposti a un veloce editing ed entreranno a far parte delle micro-storie.
  • Sarà lecito iniziare una nuova micro-storia in corrispondenza del post che più aggrada. Basterà segnalare che si tratta di un nuovo racconto.
  • Sarà anche lecito proseguire con un nuovo pezzo una micro-storia già iniziata facendo uso di tracce e materiali di precedenti post. Anche in questo caso, sarebbe opportuno segnalare le scelte fatte.
  • Conseguentemente, si potrà inserire in qualsivoglia momento e sotto qualsivoglia post il proprio pezzo, purchè sia l’inizio di un racconto nuovo o prosegua in modo coerente una storia già in corso.
  • Le eventuali opinioni degli utenti sulle risposte pervenute saranno prese in considerazione e peseranno sulla scelta di inserire o meno un pezzo all’interno delle micro-storie.
  • Nel redigere il pezzo, qualora non fosse l’inizio di una nuova micro-storia, invito a cercare di “legare” (sicuramente nelle prime righe, ma non solo) il proprio brano ai precedenti. Ciò che si vuole creare è un racconto coerente e auto-consistente.
  • I singoli brani, anche facenti parte di una micro-storia in corso, potranno essere riveduti in qualunque momento dai loro autori, purché le modifiche non incidano sulla coerenza dell’intero racconto. Basterà commentare nella pagina dedicata alla storia di riferimento.

COMUNICAZIONE:

Ho creato le pagine contenenti le micro-storie in corso che fossero costituite da almeno due brani ciascuna. Non figureranno nella colonna a destra, come inizialmente dichiarato, bensì nel menù principale in alto. Si tratta di pagine in cui è possibile commentare. Si potrà quindi discutere degli interventi sul testo o segnalare eventuali modifiche anche in queste pagine.

I nomi che designano i diversi racconti sono provvisori e saranno sostituiti da un titolo, una volta che il racconto sarà terminato.

Man mano cercherò di aggiornare queste pagine, così come ne creerò di nuove, se ce ne sarà (spero) bisogno.


2010 02 mar

Micro-storie, Editing, 2

Author: Redazione Categories: Editing, micro-storie

In questa prima fase in cui tutti i pezzi inseriti sono stati commentati e sottoposti a un rapida revisione, credo sia preferibile dedicare un post alla questione dell’editing. Più in là, forse non lo farò.

Riguardo agli interventi effettuati, sottolineo innanzitutto che in tre delle quattro storie ho sentito la necessità di legare i due pezzi di ciascun racconto (in una è stato oltretutto modificato il finale del brano precedente). Mi sono quindi permesso l’inserimento di qualche riga.

Aggiungo poi due consigli personali:
- Meglio dare informazioni chiare e precise, piuttosto che dettagli che potrebbero sembrare intriganti, ma che di fatto sono confusi e rendono la lettura meno scorrevole. Eliminare ciò che è superfluo o che comporta intoppi nella fluidità del testo, anche se potrebbe essere “carino”. Non lo è.
- Meglio mostrare che dire, spiegare. Dare fiducia al lettore o trovare un modo per “far vedere” ciò che vogliamo sia capito.

Per questioni di tempo, anche in questo caso ho preferito non riportare le motivazioni che mi hanno spinto ai diversi interventi (alcuni dei quali, forse, di non immediata comprensione), ma sono naturalmente disposto a darne conto qualora fosse richiesto.

Riporto qui sotto i brani rivisti. Mi scuso in anticipo per le possibili disomogeneità nella presentazione del testo, per i trattini di dialogo di diverso tipo e non sempre usati nello stesso modo o per eventuali sviste negli “a capo”.

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2010 24 feb

Descrizioni, luoghi, 1

Author: Redazione Categories: Descrizioni, Immagini, micro-storie

Scopo di una descrizione è la creazione del contesto, la definizione di una situazione. Ma il fine ultimo deve rimanere la storia: la descrizione serve, ha significato e deve avere significato per la storia.

Quando si ha a che fare con le descrizioni, sia come autori che come lettori, la noia è dietro l’angolo. A mio parere, le descrizioni sono forse i pezzi più impegnativi o comunque quelli da non scrivere di getto, “tanto per dare qualche indicazione sull’ambiente”… A meno che non ci sia davvero l’ispirazione, spesso legata all’aver intravisto o scoperto la possibile funzionalità della descrizione nella storia.

Anche i luoghi possono essere elementi attivanti per l’immaginazione e la costruzione delle vicende. Avere davanti una mappa potrebbe forse aiutare…

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2010 23 feb

Micro-storie, Editing, 1

Author: Redazione Categories: Editing, micro-storie

In via del tutto eccezionale, ho deciso di fare un veloce, sommario e irrispettoso editing a tutte le risposte ricevute in modo da non escluderne alcuna dal materiale del prossimo post. Mi sono detto che in questa prima fase potesse valerne la pena.

In buona sostanza, ho operato dei tagli. Credo fermamente che eliminare parte del testo sia il principio-base dell’editing. Ciò che ci si dovrebbe chiedere quando si legge una parola, una frase, o un intero periodo è se davvero è indispensabile. Quasi sempre, se la risposta è negativa, si dovrebbe tagliare. Senza troppe remore. Non ricordo più a chi scrissi quel messaggio, ma mi ritrovai a confessare una cosa di questo genere: “Scusa se ti scrivo una lunga e-mail, ma non ho avuto tempo per scrivertene una corta.”

In alcuni casi mi sono anche permesso modifiche piuttosto pesanti, e me ne scuso. Mi sento giustificato dal fatto che tali interventi sono dettati dall’esigenza molto particolare di portare avanti queste micro-storie, caratterizzate dal dover essere brevi e, soprattutto, scritte a più mani. D’altra parte, se avrete a che fare con un editor, potranno forse nascere questioni non dissimili. Ad ogni modo, discuto volentieri di qualsiasi mio intervento… E l’ultima parola sarà sempre dell’autore del pezzo.

Qui sotto riporto i sei possibili incipit della prima micro-storia. Domani posterò la proposta per il prossimo pezzo.

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2010 16 feb

Personaggi, creazione, 1

Author: Redazione Categories: Personaggi, micro-storie

Il personaggio è il fulcro, il perno della narrativa. In fondo la motivazione centrale di tutta la letteratura è l’essere umano. Gli eventi e la trama esistono per definire il personaggio e raccontare il suo destino. Destino come logica intrinseca nella vita di un individuo.

E allora consideriamo il personaggio come principio creatore della storia. Mi pare che sia stata Flannery O’Connor ad affermare più o meno questo: «Spesso in un buon racconto è proprio il carattere del personaggio a determinare lo sviluppo dell’azione… Il carattere, se è vero, studiato bene, ispira l’azione.»

E dunque proviamo ad abbracciare questo principio. Sarà il personaggio a fornire la storia. Se il personaggio sarà “integro”, non ci sarà bisogno di pensare alla trama.

Ci sono molti modi per presentare-costruire un personaggio. Personalmente preferisco prendere il personaggio dalla mia immaginazione, più o meno sbozzato, e schiaffarlo in una situazione. Il lettore ne farà la conoscenza attraverso le sue azioni, i dialoghi, i pensieri. D’altra parte, alle volte, si può anche cedere alla tentazione di introdurre un personaggio nella storia raccontandone a grandi linee la vita, descrivendone alcuni tratti, il suo aspetto o qualche fisima… insomma, in maniera più “classica”, o meglio, come spesso succedeva nei romanzi dell’ottocento. A mio parere, questo approccio potrebbe risultare il più semplice.

Come esempio di ciò che intendo, vi invito a leggere la descrizione di Tamarkus, che ho appena “acceso” nella pagina dedicata ai personaggi. Non ne vado particolarmente fiero ma credo che questa entrata in scena, sebbene sia così “classica”, funzioni. Vuole comunque essere soltanto uno spunto per stimolare l’immaginazione. Ben venga una presentazione di diverso tipo.

Ecco allora la prima proposta creativa, sulla creazione del personaggio.

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