—
In questo post segnalo altre due belle e interessanti recensioni de “Il burattinaio” uscite la settimana scorsa in rete, e ne approfitto per parlare in breve delle citazioni presenti nel romanzo e di quel che ne penso anche in relazione a cosa siano, per me, alcuni possibili elementi di originalità.
La prima delle due recensioni, apparsa domenica scorsa sul blog di Bruno Bacelli, “Mondi Immaginari”, la trovate qui. Anche in questa recensione si sottolinea che il romanzo è un fantasy per adulti, per certi versi complesso. Viene apprezzato il finale, definito spettacolare e in cui tutti i tasselli del mosaico vanno a posto, il personaggio di Gamara, i Guardiani dell’Equilibrio e ciò che ruota intorno al Culto della Luce.
Visto che Bruno Bacelli ha chiamato in causa un paio di citazioni, ne approfitto per parlarne un po’ (riporto più o meno quanto ho scritto sul suo blog). Di citazioni, frasi più o meno fedeli all’originale, massime e pensieri riadattati, ce ne sono parecchie disseminate per tutto il romanzo. Ad esempio per dar voce in maniera verosimile e convincente a due personaggi come Zaccaria e Ar-Gular (che dovevano essere illuminati, geniali, in grado di fare collegamenti di pensiero profondi, sorprendenti o quantomeno originali), ho fatto una gran fatica, pensato molto, compiuto diverse ricerche e razziato qua e là, specialmente da saggi di piscoanalisi (Freud, Bion, Ferro, Resnik, ecc.). I libri di narrativa sono spesso zeppi di citazioni, situazioni e storie più o meno prese in prestito e rivisitate (uno scrittore in fondo è sempre anche un po’ un “ladro”, appunto un razziatore di frasi, concetti, idee e storie), ma sono generalmente privi di pagine di “riconoscimenti” (in fondo non sono saggi). Io mi sono limitato alla nota che precede il prologo, un po’ perché in questo caso ho tratto ispirazione da una storia vera per dar vita a un personaggio del romanzo, un po’ per fare un omaggio a Sacks e ai suoi studi su alcune patologie mentali (tra l’altro, molti dei personaggi del libro sono folli o quantomeno affetti da turbe psichiche di vario genere).
Io credo che le idee buone, e l’originalità, possano venir spesso fuori anche dal riuscire a utilizzare idee non originali (comprese le citazioni) collocandole in contesti e situazioni nuove o comunque diverse. Anche il modo di usare queste idee di per sé non originali, accostandole e mettendole insieme, incastrandole e facendole “interagire”, può dar luogo a qualcosa di considerabile originale. Per me ha una sua originalità, ad esempio, mettere in bocca a dei personaggi di un libro di genere fantasy frasi e pensieri di grandi psicoanalisti del Novecento… Non è stato affatto facile (trovarle, comprenderle e inserirle in modo fluido e appropriato nei dialoghi) e l’ho fatto nella convinzione di aumentare lo “spessore” e la qualità del romanzo. Insomma, per me è un plusvalore, un pregio del libro, non un possibile difetto. Questo è il mio parere, naturalmente… E voi, che ne pensate?
La seconda recensione, acuta, puntuale e completa, è stata pubblicata all’inizio della settimana scorsa da Debora Magini, alias Nasreen, su “Sognando Leggendo”. Eccola qui. Sono felice che Debora abbia apprezzato “Il burattinaio” in tutti i suoi aspetti, gli sforzi e l’impegno che gli stanno dietro. Alcune sue osservazioni (come quella riguardante Zaccaria, personaggio folle ma dalla saggezza inquietante) mi hanno dato gran soddisfazione.