2011 31 dic

Al confine…

Author: Redazione Categories: Aneddoti, Comunicazioni

Siamo alla fine dell’anno. Ad un confine, uno spartiacque immaginario che porta molti, me compreso, a fare bilanci sull’anno passato e a stendere buoni propositi per l’anno in arrivo. Al momento mi sento, come di rado mi è capitato, proprio coi piedi su un confine, un po’ bloccato e ancora indeciso sulla direzione da prendere, almeno per ciò che riguarda la scrittura. Tra l’altro questa idea del confine, in diverse forme, pare essere un motivo ricorrente negli ultimi mesi della mia vita.

- Per l’appunto a proposito di confini, intorno alla metà di questo mese ho consegnato a chi si occupa dell’iniziativa “Storie di Confine” le mie valutazioni degli 11 racconti finalisti. Che dire, 2 mi sono piaciuti molto, 3 o 4 poco. Quando il progetto venne messo in piedi, mi fu chiesto di fare da giudice e anche di scrivere, se avessi voluto, un racconto che entrasse nell’antologia. Il tema mi intrigava e così, una volta che ebbi trovato un’idea, acconsentii. Ecco qui l’incipit:

Racconto per “Storie di Confine” – incipit

- Come ho accennato nel post precedente, questo è per me un periodo di transizione piuttosto travagliato. Ho pensato molto ultimamente e ho elaborato diversi progetti, ma ancora nessuno mi ha convinto del tutto. Sono al confine, tra luoghi già esplorati e nuovi paesaggi.
Dopo aver concluso l’editing e la correzione di bozze de “Il burattinaio”, ho dedicato parte di agosto e settembre all’ultima revisione del libro di racconti di fantascienza a cui lavoro da anni, dal titolo “Marchi indelebili”. A ottobre sono stato impegnato e preso dalla pubblicazione de “Il burattinaio” e solo a novembre ho iniziato a pensare a ciò che avrei potuto e voluto scrivere nei mesi seguenti. Ho cercato di guardare in tutte le direzioni, di ascoltarmi per cercare di capire dove volessi dirigermi. In ottobre e novembre ho pensato parecchio alla possibilità di scrivere una serie per ragazzi. Ho elaborato un paio di progetti (dai titoli provvisori “L’era dei mostri viventi” e “Alle porte della fine del mondo”), che al momento sono rimasti tali, salvati in un due files di 5-6 paginette. Li ho lasciati sul desktop per quando sentirò la voglia di intraprendere quella strada. Voglia che, dopo essermi interrogato, al momento manca.
In novembre e dicembre mi sono invece buttato su un altro progetto. Un breve romanzo mainstream, ambientato nella Toscana del 1996, protagonisti 7 ragazzi. La storia di un week-end delirante e folle, raccontata attraverso i punti di vista dei diversi personaggi. Titolo provvisorio: “Magia, magia, portami via”. Dopo aver scritto una cinquantina di pagine, mi sono però reso conto di non aver ancora individuato il “sapore” del romanzo e di avere diversi dubbi circa i possibili sviluppi. Ho poi saputo alcune cose che mi hanno ulteriormente frenato cosicché ho deciso di far decantare quanto ho scritto per qualche tempo prima di tornarci.
A cavallo col Natale ho scelto quindi di dedicare questo periodo di vacanze a riflettere, immaginare, ragionare ancora un po’. E negli ultimi 3 o 4 giorni mi è venuta una nuova idea. Ancor più folle delle altre, probabilmente. Al momento sono ancora nella fase del prendere appunti e del riempire i miei quadernetti di note, idee, situazioni, motivazioni, descrizioni… Ma non vedo l’ora di iniziare la stesura e vedere se la cosa funziona. Spero di riuscire a cominciare a scrivere agli inizi di gennaio.

- Sempre i primi di gennaio conto di rimettere finalmente on-line il mio sito personale. Sarà piuttosto scarno, almeno all’inizio, costituito per lo più da qualche pagina statica. Tra l’altro non so ancora se avrò il tempo per dar vita a un vero e proprio secondo blog, dove magari parlare dei nuovi progetti o intraprendere nuove iniziative. Questo il link:

http://www.francescobarbi.it/

Se avete suggerimenti…

E, infine, buon anno!

COMUNICAZIONE di SERVIZIO: Da un po’ non mi faccio vivo. Ho iniziato un nuovo progetto e sono nella fase delicata delle decisioni importanti, quelle scelte irreversibili che riguardano il sapore del romanzo e gli elementi di stile. A dire il vero, ero già partito nella stesura e avevo scritto una cinquantina di pagine (dopo un mesetto di appunti ed elucubrazioni mentali), ma ho sentito di dover fare una pausa e prendere tempo per pensare e ripensare in modo più consapevole, al fine di inquadrare meglio il libro che voglio davvero scrivere. Si tratta di un progetto molto distante da quanto fatto finora e mi sono reso conto di volerne mettere in dubbio alcuni punti o aspetti fondamentali, così da poter vagliare ogni altra possibilità. Sono tentato di seguire una via imprevista e adottare mezzi stilistici meno collaudati o automatici… Virare verso un thriller dalle sfumature horror? E sono proprio sicuro sicuro di volermi allontanare dal fantastico? Prima persona, magari per uno o due personaggi dei sei o sette p.o.v. previsti? Montaggio che non segue l’ordine cronologico degli eventi? Tempo verbale presente? Oppure alcuni pezzi al passato, altri al presente o una commistione “a senso” dei due?
Non so quanto lo sia davvero, ma mi sento (e forse voglio sentirmi) in alto mare. Insomma, tutto questo per dire che non so quanto riuscirò a curare il blog nel prossimo periodo.

Vi segnalo però un paio di cose:

  • L’interessante recensione di Gabriele Ninci, sul suo blog “La Torre di Tanabrus”, che mette in evidenza alcuni aspetti di stile e trama, e si sofferma in particolare sui personaggi di Zaccaria e del burattinaio. Trovate l’articolo che la riguarda qui, la recensione pubblicata su Goodreads qui.
  • A proposito di social networks sui libri, ho inserito nella colonna a destra (sotto gli Ultimi commenti) i link alle pagine di aNobii dedicate a “L’acchiapparatti” e a “Il burattinaio” contenenti i numerosi commenti scritti dagli utenti.

P.S.: Nel caso non scrivessi un altro post prima di Natale, buone feste!

Di ritorno dalla Superfumettopoli al Forum di Assago di Milano (ringrazio Luca Fagiani e Marco Varuzza di CMK Servizi, sempre gentilissimi e professionali), vi segnalo tre articoli riguardanti “Il burattinaio”.

- “La danza delle marionette”, recensione del romanzo ricca di spunti particolari e dettagli interessanti, pubblicata su AtlantideZine. La trovate qui. L’autore, Michele Bellone, si sofferma sullo stile, semplice e senza fronzoli, sui personaggi, la gestione del punto di vista e  la coralità della storia, e infine sull’intrigante figura del burattinaio.

- Il bel commento di Francesco Roghi, sul suo blog “Castel Oricalco”, che tocca molti aspetti del libro riguardanti i personaggi, la trama e la scrittura. Ecco qui l’articolo.

- Il Giveaway di due copie de “Il burattinaio”, organizzato sempre da Francesco Roghi, su “Castel Oricalco” e su “Le mele del silenzio“. Per chi non lo sapesse, si tratta di lasciare un commento su uno dei due blog così da partecipare all’estrazione random per la vincita di una copia del romanzo. Trovate i dettagli ai link agli articoli sui due blog sopra riportati.

- Prima di tutto segnalo una breve intervista pubblicata su “tiscali: spettacoli & cultura” qualche giorno fa in merito a “Il burattinaio”. La trovate qui.

- Segnalo poi che sabato e domenica sarò a Milano, al Forum di Assago per partecipare a “Superfumettopoli”. Mi troverete sabato e domenica fino a metà pomeriggio allo stand del Fantasy Bookshop gestito da CMK Servizi. Questo il breve comunicato stampa:

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Francesco Barbi a Superfumettopoli 2011

Da L’acchiapparatti a Il burattinaio, dagli emarginati ai folli. Sinistri, enigmatici, squilibrati personaggi incrociano le loro strade per dar vita a un intreccio mozzafiato che trascina oltre i canoni del fantasy. Tutti ignari di essere pedine nel piano di vendetta del burattinaio.

Francesco Barbi sarà presente a Superfumettopoli con il suo nuovo romanzo Il burattinaio, sabato 26 e domenica 27 novembre. L’appuntamento è al Palaforum di Assago dove sarà possibile incontrare l’autore tra conversazioni informali, interviste e autografi.

Un link per chi volesse saperne di più sulla manifestazione: http://www.fumettopoli.biz/sufume

- Infine, già che ci sono lascio anche il link all’articolo relativo all’intervista che mi è stata fatta a Lucca dai ragazzi di Fantasy On Air.

In questo post segnalo altre due belle e interessanti recensioni de “Il burattinaio” uscite la settimana scorsa in rete, e ne approfitto per parlare in breve delle citazioni presenti nel romanzo e di quel che ne penso anche in relazione a cosa siano, per me, alcuni possibili elementi di originalità.

La prima delle due recensioni, apparsa domenica scorsa sul blog di Bruno Bacelli, “Mondi Immaginari”, la trovate qui. Anche in questa recensione si sottolinea che il romanzo è un fantasy per adulti, per certi versi complesso. Viene apprezzato il finale, definito spettacolare e in cui tutti i tasselli del mosaico vanno a posto, il personaggio di Gamara, i Guardiani dell’Equilibrio e ciò che ruota intorno al Culto della Luce.

Visto che Bruno Bacelli ha chiamato in causa un paio di citazioni, ne approfitto per parlarne un po’ (riporto più o meno quanto ho scritto sul suo blog). Di citazioni, frasi più o meno fedeli all’originale, massime e pensieri riadattati, ce ne sono parecchie disseminate per tutto il romanzo. Ad esempio per dar voce in maniera verosimile e convincente a due personaggi come Zaccaria e Ar-Gular (che dovevano essere illuminati, geniali, in grado di fare collegamenti di pensiero profondi, sorprendenti o quantomeno originali), ho fatto una gran fatica, pensato molto, compiuto diverse ricerche e razziato qua e là, specialmente da saggi di piscoanalisi (Freud, Bion, Ferro, Resnik, ecc.). I libri di narrativa sono spesso zeppi di citazioni, situazioni e storie più o meno prese in prestito e rivisitate (uno scrittore in fondo è sempre anche un po’ un “ladro”, appunto un razziatore di frasi, concetti, idee e storie), ma sono generalmente privi di pagine di “riconoscimenti” (in fondo non sono saggi). Io mi sono limitato alla nota che precede il prologo, un po’ perché  in questo caso ho tratto ispirazione da una storia vera per dar vita a un personaggio del romanzo, un po’ per fare un omaggio a Sacks e ai suoi studi su alcune patologie mentali (tra l’altro, molti dei personaggi del libro sono folli o quantomeno affetti da turbe psichiche di vario genere).
Io credo che le idee buone, e l’originalità, possano venir spesso fuori anche dal riuscire a utilizzare idee non originali (comprese le citazioni) collocandole in contesti e situazioni nuove o comunque diverse. Anche il modo di usare queste idee di per sé non originali, accostandole e mettendole insieme, incastrandole e facendole “interagire”, può dar luogo a qualcosa di considerabile originale. Per me ha una sua originalità, ad esempio, mettere in bocca a dei personaggi di un libro di genere fantasy frasi e pensieri di grandi psicoanalisti del Novecento… Non è stato affatto facile (trovarle, comprenderle e inserirle in modo fluido e appropriato nei dialoghi) e l’ho fatto nella convinzione di aumentare lo “spessore” e la qualità del romanzo. Insomma, per me è un plusvalore, un pregio del libro, non un possibile difetto. Questo è il mio parere, naturalmente… E voi, che ne pensate?

La seconda recensione, acuta, puntuale e completa, è stata pubblicata all’inizio della settimana scorsa da Debora Magini, alias Nasreen, su “Sognando Leggendo”. Eccola qui. Sono felice che Debora abbia apprezzato “Il burattinaio” in tutti i suoi aspetti, gli sforzi e l’impegno che gli stanno dietro. Alcune sue osservazioni (come quella riguardante Zaccaria, personaggio folle ma dalla saggezza inquietante) mi hanno dato gran soddisfazione.

  • Giovedì scorso è stata pubblicata su Fantasy Magazine la recensione, di Emanuele Manco, de “Il burattinaio”. Una bella e interessante recensione che a me spingerebbe senz’altro alla lettura. La trovate qui. Viene in particolare sottolineata la complessità dell’intreccio e il fatto che non sia sempre facile capire chi o che cosa ci sia sotto alle vicende… Sono contento perché in effetti ho cercato di non scendere mai a compromessi: “Il burattinaio” è un fantasy concepito per un pubblico adulto, sia nei contenuti che nella forma, in cui abbondano scene truculente e citazioni più o meno riadattate tratte dalla psicoanalisi. Credo che la percezione di Emanuele Manco sia anche legata alla “densità” che volevo e ho cercato di dare a tutti i costi al testo (largo uso del non-detto, quasi eliminazione del narratore onnisciente, raccontato ridotto all’osso…). Voi che ne pensate? Una lettura difficile, impegnativa?
  • Sempre su FantasyMagazine, insieme alla recensione, è apparso tra le notizie anche un breve resoconto, a cura di Cristina Donati, che ben sintetizza alcuni punti salienti della presentazione del libro a Lucca Comics and Games (quella in Sala Ingellis). Eccolo qui.
  • Ecco poi un altro articolo, stavolta pubblicato su “Diario di pensieri persi”, in cui la mia “salvatrice” Vanessa Liant racconta la sua esperienza lucchese e tra le altre cose il retroscena imprevisto che ha portato al suo coinvolgimento nella presentazione…
  • Infine, ancora legate a Lucca, potete (in particolare coloro che non sono entrati a causa della coda per l’arrivo dei gemelli Phelps…) trovare qui la registrazione audio della presentazione di venerdì 28 in Sala Ingellis e  la simpatica intervista a cura dello staff di Fantasy On Air (di cui sono stato ospite subito dopo), entrambe in rete grazie a Radio Impronta Digitale. Quest’ultima intervista è stata inserita in “Ascolta le trasmissioni di Lucca C & G 2011 – Fantasy On Air n° 20, primo giorno a Lucca C & G 2011″, e inizia circa al 33-esimo minuto.

Innanzitutto segnalo un’intervista pubblicata qualche giorno fa, a cura di Lorenzo Cavalca, sul sito “La Kinzica“, magazine di informazione turistica e culturale su Pisa e Provincia (leggenda vuole che Kinzica de’ Sismondi sia la nobile fanciulla che nell’undicesimo secolo diede in tempo l’allarme e salvò Pisa da un attacco dei saraceni). Si tratta di un sunto-resoconto di alcune delle domande sulla scrittura e su alcune scelte stilistiche, sui personaggi, sul confronto tra i due libri… che mi sono state fatte nel corso della presentazione alla Feltrinelli di Pisa e contiene altresì le risposte a qualche altro quesito che mi è stato posto in una breve chiacchierata successiva. Trovate l’intervista qui.

Ieri è invece stato pubblicato in rete un articolo sul blog “Sproloqui e Deliri“, di Valberici, che ho incontrato a Lucca e a cui avevo chiesto un feedback più articolato su “Il burattinaio”. Questo è il link. Più che di una recensione, si tratta di un commento molto interessante, steso per punti, che focalizza l’attenzione sul confronto tra “L’acchiapparatti” e “Il burattinaio”. Inutile dire che mi ha fatto molto piacere sapere che Valberici ha colto e apprezzato l’evoluzione-maturazione di stile e scrittura che caratterizza il mio secondo romanzo. Ne ha sottolineato lo stile asciutto e senza fronzoli, l’ottima caratterizzazione dei personaggi, l’essenzialità della narrazione… Sono molto contento di aver ricevuto questa ulteriore conferma. La “densità” delle pagine (per cui ogni cosa è in qualche modo finalizzata alla storia narrata), l’eliminazione di tutto il superfluo (nella scrittura tanto quanto nella narrazione), la continua ricerca di idee e di situazioni imprevedibili, il mantenimento di un ritmo serrato, sono alcuni dei dettami che mi hanno guidato o quantomeno che ho cercato di seguire con tutte le mie forze.

Prendo spunto dall’articolo per aggiungere qualcosa di personale al discorso che verte sul confronto tra i due libri (su cui, comunque, pensò che ritornerò presto). A Lucca mi è capitato spesso di dire ad amici e conoscenti che “questo secondo libro è migliore del primo”… Sono molto affezionato a “L’acchiapparatti”, forse anche più che a “Il burattinaio”. In fondo il primo libro è di solito caratterizzato da una maggiore “freschezza” e originalità, è il frutto di un bisogno più impellente di dar voce e concretezza ai propri personaggi interni e all’impulso creativo, di tirar fuori la propria storia, metafora di parte del mondo interno e strumento di digestione dei vissuti personali. Nei libri successivi credo che questa esigenza vada in genere calando. Insomma, dal punto di vista della storia e dei personaggi, forse non saprei quale scegliere tra i due, ma per quel che riguarda scrittura e stile non ho dubbi. Come traspare dall’intervista di cui ho parlato sopra, sento di aver fatto un passo avanti e sono contento che Valberici me lo abbia confermato.

E voi altri che avete letto entrambi i romanzi, che ne pensate di questo confronto?

Sono reduce dalla 5 giorni di Lucca Comics and Games 2011, con un po’ di malinconia ma felice della bella esperienza, di aver consolidato amicizie e di averne strette di nuove. Mi ha fatto un gran piacere rivedere molte persone che già conoscevo, altri scrittori, bloggers, alcuni membri della redazione di FantasyMagazine, Terre di Confine, FantasyOnAir, Wild Boar… Sono troppi per essere menzionati tutti.

Come dichiarato nel primo post, in questo blog preferisco non parlare della mia vita (anche perché non è propriamente un blog personale), ma in questo caso non posso far a meno di ringraziare tutti i ragazzi e le ragazze di CMK servizi e di 10 righe dai libri per la loro disponibilità, simpatia e professionalità. Ho vissuto le 5 giornate in un bellissimo clima di affiatamento e ne conserverò uno splendido ricordo. Un “in bocca al lupo” a tutti loro, in particolare a Luca Fagiani e a Patrizia Puggioni che si sono gettati in questa avventura con estremo impegno, coraggio e bravura.

A proposito di 10 righe dai libri, ne approfitto per segnalare che sul sito è possibile leggere un lungo estratto de “Il burattinaio”, le prime 37 pagine, ovvero la lettera di Melzo, il prologo e il primo capitolo. Ecco il link.

Già che ci sono, segnalo l’entusiastica recensione di Alessandro Iascy (che ringrazio) sul sito TrueFantasy. La trovate qui.

Sabato 22 ottobre, ore 17.30, libreria Feltrinelli di Pisa, Corso Italia 50:

Presentazione de “Il Burattinaio”, con Franco Farina.

LUCCA COMICS and GAMES (padiglione GAMES):

venerdì 28 ottobre, ore 14:45, presso la SALA INCONTRI G. INGELLIS:

Presentazione de “Il burattinaio”, con Pierdomenico Baccalario.

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sabato 29 ottobre, ore 15:00, presso il BOOKSHOP:

Presentazione de “Il Burattinaio”, con Filomena Cecere.

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In ogni caso, potrete trovarmi a Lucca non solo venerdì e sabato, ma anche domenica e lunedì o martedì. Graviterò intorno al bookshop, gestito da CMK servizi all’interno dell’area LUK for FANTASY, o comunque sarò quasi sempre nel padiglione Games. Qualche link:

Nel caso, segnalerò eventuali variazioni o integrerò le informazioni.

2011 12 ott

Un paio di interviste

Author: Redazione Categories: Il burattinaio, Interviste, Rassegna Stampa

Segnalo e riporto qui sotto i link a due interviste pubblicate in rete di recente e legate all’uscita in libreria de “Il burattinaio”:

  1. Intervista su “UrbanFantasy”
  2. Intervista su “L’albero del pensiero”

La prima, a cura di Roberto Gerilli per Urban Fantasy, è piuttosto lunga e comprende domande riguardanti le motivazioni che mi spingono a scrivere e che mi hanno spinto a scrivere il burattinaio, la caratterizzazione dei personaggi, la situazione del fantasy in Italia, i miei modi di procedere nella scrittura…

La seconda, a cura dello scrittore Fabrizio Valenza e pubblicata sul suo blog, è molto breve, 5 veloci ma densi “botta e risposta”.

A distanza di una settimana dall’uscita in libreria, segnalo le prime recensioni del libro apparse in rete:

  • Recensione sul Blog di Dalai Editore: Una recensione molto particolare, quasi poetica, che focalizza l’attenzione sui temi di fondo e le possibili chiavi di lettura del romanzo, sull’amore per i personaggi, profondamente umani, sulla grande attenzione nella gestione di una storia corale e sul lavoro fatto sul linguaggio.
  • Recensione su Urban Fantasy: Una recensione più sintetica, puntuale, di Roberto Gerilli, che apprezza lo stile e sottolinea la profonda caratterizzazione dei personaggi, la complessità della trama e l’originalità del romanzo.
  • Recensione su Strepitesti: Infine una recensione di più ampio respiro, a cura di Miriam Mastrovito, che evidenzia in particolare la lontananza del romanzo dai canoni del genere, dai cliché e dagli stereotipi, la cura nella caratterizzazione dei personaggi, il ritmo serrato e incalzante della storia e la sua capacità di emozionare, di suscitare tanto il riso quanto il pianto.

Ne approfitto per riportare anche i link agli articoli relativi all’uscita del libro non ancora segnalati:

- HorrorMagazine“Il burattinaio”

- Living for Books: “In uscita oggi: Il Burattinaio di Francesco Barbi”

- Terra-di-Mezzo.it: “Il burattinaio”

- Fantasy On Air“Il Burattinaio (in)segue l’Acchiapparatti, Francesco Barbi in libreria dal 27 settembre col suo nuovo libro”

- Il regno magico dei libri“L’ACCHIAPPARATTI + anteprima IL BURATTINAIO di Francesco Barbi”

2011 27 set

“Il burattinaio” è in libreria!

Author: Redazione Categories: Comunicazioni, Il burattinaio

Da oggi potrete trovare il mio secondo romanzo in libreria. Spero che lo leggerete e che mi farete sapere quel che ne pensate.

Nel menù principale è stata aggiunta una nuova pagina, dedicata a “Il burattinaio”. Oltre al risvolto di copertina, vi inserirò man mano i link agli articoli, alle recensioni e alle interviste relative al nuovo libro.

Ne approfitto per raccogliere e organizzare parte del materiale generato nell’ambito di questo blog e riproporre alcuni articoli  riguardanti “Il burattinaio” scritti negli ultimi mesi.

- Articoli contenenti estratti dal testo che, sebbene non siano nella forma definitiva, possono dare un’idea piuttosto precisa del romanzo:

- Alcuni articoli sulla costruzione dell’ambientazione o sulle scelte narrative e stilistiche (contenenti qualche altro piccolo estratto):

- Infine due articoli a mio parere significativi che riguardano l’intera stesura del romanzo:

Be’… Buona lettura!

Nell’attesa dell’uscita in libreria del burattinaio, prevista per il 27 settembre, riporto qui sotto i link a una serie di articoli che lo riguardano comparsi in rete nell’ultima settimana:

Ecco finalmente un nuovo post per le micro-storie.

Dieci anni fa ero ben lontano dall’aver compreso fino in fondo il peso e l’importanza del punto di vista. Per carità, sapevo bene cosa fosse, avevo già frequentato un paio di corsi di scrittura e ne avevo avuto più che un’infarinatura durante il liceo (il mio professore di lettere del triennio era un fanatico strutturalista). Eppure non ero del tutto consapevole della sua importanza. Lo consideravo più uno strumento per analizzare i testi che un aspetto basilare per costruirli.

E difatti nella prima stesura de “L’acchiapparatti di Tilos” devo confessare di aver proceduto “a senso”. Mi sono reso conto che questo procedere a senso (un senso che viene sviluppato in maniera spontanea con la lettura) mi manteneva generalmente sulla retta via. In fase di rilettura l’orecchio riusciva spesso a segnalarmi qualche incongruenza nella gestione del p.o.v., ma non sempre.

Quando sono andato a riscrivere “L’acchiapparatti” per l’edizione B.C.Dalai, avevo acquisito consapevolezza. Uno dei 4 punti-controlli da fare in modo accurato per ciascun capitolo era per l’appunto il punto di vista. Credo di aver fatto un buon lavoro, aver risistemato diverse cosette e aver conferito rigore alla gestione del p.o.v. Al tempo, però, scelsi (fu una scelta sofferta e con più ripensamenti) di non associare, come invece per il cambio di luogo e/o di tempo, un salto di riga (ovvero la riga bianca di “cambio scena”) al cambio di punto di vista.

Ne “Il burattinaio” invece ho sempre segnalato il cambio di punto di vista con uno stacco di riga (anche se in realtà coincide sempre con un cambio di tempo e di luogo visto che certe scelte le ho fatte prima della stesura, in fase di progettazione). E ogni volta che mi accingevo a pensare per la prima volta alla struttura di un nuovo capitolo e annotavo le 4 o 5 macro-sequenze che lo avrebbero costituito scrivevo al fianco di ciascuna di esse il punto di vista. Perché la scelta del punto di vista è (o per lo meno è divenuta per me e per il mio modo di scrivere) cruciale.

Ne “Il burattinaio” la narrazione procede per scene scritte dal punto di vista dei personaggi in terza persona (sono molti i personaggi-p.o.v.), fatta eccezione per brevi intermezzi o passaggi in cui compare un narratore non onnisciente (nei quali la “telecamera” si solleva appena dalle spalle di un personaggio per inquadrare dall’esterno la scena).

Il discorso sui legami tra la scelta del p.o.v e l’approfondimento dei personaggi, il ritmo serrato e il movimento in una narrazione per scene, l’immedesimazione e l’immersione nella storia, è a dir poco vasto. Non ho intenzione di affrontarlo qui. Sono convinto però che certe mie scelte siano in sintonia con e frutto dell’epoca che viviamo. L’estrema attenzione all’immersione e all’immediatezza, la mancanza di filtri e la densità del flusso di informazioni sono aspetti che riflettono i nostri tempi. Al giorno d’oggi averli ben presenti è, a mio parere, fondamentale per chi scrive. Chi nella scrittura fa ricerca e sperimentazione, chi vuole stare al passo coi tempi, non può non rendersene conto.

Trovo efficace e proficuo l’alternarsi in scene successive del p.o.v. di diversi personaggi, vivacizza la narrazione, le dà brio. Naturalmente un alternarsi chiaro e coerente, e con le giuste segnalazioni al lettore. Rigore, rigore, rigore… Ma anche un certo grado di flessibilità e un occhio di riguardo nei confronti di leggibilità e scorrevolezza. Per cui, in alcuni casi, non condanno né disdegno profonde immersioni alternate a leggeri (leggeri!) allontanamenti dal punto di vista scelto per la scena.

L’eventuale “progressivo ingresso” nel punto di vista di un personaggio può diventare anche una buona tecnica, a mio avviso, specie all’inizio di una nuova scena. In questo post mi soffermerò su qualche possibile modo di introdurre e di sposare il punto di vista di un personaggio. O meglio sulle diverse sfumature che possono esserci tra il calarsi totalmente in tale punto di vista e lo scivolarci pian piano.

TRACCIA:

Scegliere un personaggio, nuovo o già esistente (comparso nelle micro-storie o ne “L’acchiapparatti“), e sposare il suo punto di vista per:

  • Dare il via a una nuova micro-storia.
  • Proseguire la micro-storia dal titolo provvisorio “La Muta”, che trovate qui.
  • Scrivere un intero racconto breve, centrato sul personaggio.

Scegliere uno dei due approcci: calarsi immediatamente e totalmente (in maniera stretta) nel p.o.v. o discendervi in modo graduale. Per  cercare di farlo in maniera “stretta”, aiutarsi con situazioni o personaggi particolari.

MATERIALE:

Tre esempi, tratti da “Il burattinaio”, con qualche commento che spero possa esservi di ispirazione (iniziare la lettura dallo stacco di riga e cliccare per ingrandire).

1. Questo è il primo pezzo del romanzo scritto dal punto di vista di Gamara, l’ex-cacciatore di taglie sfigurato. Il lettore lo ha incontrato qualche pagina prima (dal punto di vista di Fulciero). La scena inizia dentro al suo punto di vista senza preamboli o mediazioni.

Bozze: pagina 62

2. Primo pezzo scritto dal punto di vista di Orgo, il gigante un po’ lento di comprendonio. Il primo capoverso non è, per scelta, totalmente calato nel punto di vista. In particolare il nome proprio “Zaccaria” resta tale, nonostante la scelta successiva e coerente in tutto il romanzo di utilizzare i nomi con cui il personaggio-punto di vista chiama gli altri personaggi. Ho lasciato questa lieve incongruenza perché mi suonava la scelta migliore, non rischiava di far indugiare il lettore ed era giustificata, appunto, da una veloce discesa nel p.o.v. del gigante a inizio scena.

Bozze: pagina 120

3. Qui il primo capoverso serve per presentare la situazione ed è scritto scegliendo un narratore in terza persona non onniscente. Si entra nel punto di vista di Guia soltanto a riga 22 (la discesa non è comunque graduale).

Bozze: pagina 126

E infine qualche bislacco e più o meno confuso suggerimento:

- Scegliere un personaggio strano, con una visione strampalata delle cose/persone/situazioni/oggetti e dai modi di pensare quantomeno singolari. Oppure addirittura cieco. O sordo.

- Cercare di trovare una situazione particolare in cui collocare il personaggio in modo tale che la scelta di narrare dal suo punto di vista si ripercuota fortemente sul pezzo.

- Perché non sposare il punto di vista del mangiapeccati che risorge?

- Due personaggi, ad esempio torturatore e torturato, o prigioniero e aguzzino, sono calati un una certa situazione “instabile”. Narrare/descrivere la scena in due pezzi successivi, il primo dei quali scritto dal punto di vista dell’uno, il secondo dal punto di vista dell’altro.

Un post di segnalazioni varie:

- Innanzitutto segnalo il primo concorso letterario benefico “Storie di Confine”, ideato e organizzato dall’associazione culturale Terre di Confine, e aperto a racconti di genere fantasy che affrontino la tematica del “confine”, nella sua accezione più ampia. Io farò parte della giuria. Potete trovare tutte le informazioni qui.

- Di recente, come membro della giuria, ho valutato i 32 racconti finalisti della terza edizione del Premio letterario Internazionale “Città di Barletta”. Potete trovare qualche dettaglio sull’interessante premio qui, e l’articolo contenente l’elenco dei dodici racconti finalisti qui.

- Lidia Perfinta ha iniziato a pubblicare (“a episodi”) sul sito di fanfiction EFp la storia “Fino all’ultimo pezzo”, nata nell’ambito di questo blog. Ha lavorato parecchio e bene sul testo e me lo ha inviato perché ci dessi un’ulteriore occhiata. Al momento potete trovare la storia qui. Se non ho capito male, quando i racconti saranno due, compariranno in questa pagina.

- Entro qualche giorno, al più un paio di settimane, dovrei riuscire a ripristinare il sito personale www.francescobarbi.it.

- Infine questo è il link a un’intervista, pubblicata sul sito “Apostrofando“, a cura di Michele Ciardelli, autore dei romanzi “16 rose arancioni” e “Due giorni in più”. La riporto anche qui sotto:

Continua a leggere…

“Il burattinaio” è stato dato alle stampe. Non ci posso più lavorare, è concluso, finito.
Il libro è composto da: lettera di Melzo, prologo, 30 capitoli distribuiti in 4 parti, epilogo e chiusura. Per un totale di 544 pagine (il romanzo termina a pagina 527).
Sarà in libreria il 27 settembre e il prezzo dovrebbe essere, salvo imprevisti, 18 euro o 18 euro e 50.

Sebbene non abbia più “toccato” il testo negli ultimi 25 giorni, l’idea che il romanzo non fosse ancora stato stampato mi impediva di separarmi del tutto da lui. Continuavo a pensare a possibili modifiche, piccole correzioni e microscopici interventi. E non avevo pace. Be’, adesso, volente o nolente, non posso più metterci le mani… Sarà bene che mi abitui all’idea di separarmene.

E adesso che è finita posso parlare un po’ (non troppo, cercherò di essere sintetico) dell’ossessione del rileggere, correggere, riflettere, rivedere, ritoccare il testo, che mi ha accompagnato anche stavolta. Insomma, forse anche per pensarci un’ultima volta, digerire la conclusione e riuscire a separarmi davvero dal libro, in questo articolo voglio parlare dell’editing e della revisione del testo.

Come già accennato in un post precedente, io rivedo fin da subito il testo, in corso di stesura. Ogni due o tre giorni, rileggo e sistemo “a freddo” quanto ho scritto e passo una serata a leggere ad alta voce con mia moglie. Lei è senza dubbio la mia prima, più fidata e accanita editor. La sera stessa o il giorno dopo (se c’è necessità di interventi più corposi) ancora una volta rivedo, ripenso, rifletto e correggo.
Ho proceduto così durante tutta la fase di stesura del romanzo. A dire il vero, ogni volta che ho terminato una delle 4 parti, ho di nuovo riletto e rivisto quella appena conclusa, sfoltendola qua e là, sistemando alcuni dettagli dell’ambientazione e mettendo a posto qualche tassello nell’architettura della trama…

Una volta terminata la stesura, ho iniziato a far leggere il romanzo a qualcuno che non fossimo io o mia moglie per avere un primo feed-back ed eventualmente dei consigli di macro-editing. In questa fase il libro è stato per la prima volta letto in casa editrice e dagli amici Eugenio e Roberto, Andrea D’angelo e Luca Tarenzi. Li ringrazio per i consigli e soprattutto per l’iniezione di fiducia che mi hanno dato in quel momento cruciale del primo “test”.

A questo punto, mi sono calato nella revisione globale. Ho eliminato parecchi aggettivi, avverbi e passaggi superflui, termini e frasi “letterarie”, ho sistemato molti dettagli, ma non ho quasi toccato la trama (di cui sapevo ben poco quando ho iniziato la stesura ma che ho elaborato via via cercando di stare in contatto con il mio “sentire”) e non credo di essere sceso a compromessi. Ho cercato di rimanere onesto, di “raccontare” la mia verità interna, di “arrivare” fino in fondo.
Per ciascun capitolo, dopo averlo letto, aver lavorato riga per riga e aver trascritto le note che mi ero lasciato in fase di stesura, ho applicato la scaletta nella seconda e nella terza delle 4 pagine mostrate qui sotto. Come esempio, l’ultima pagina contiene parte delle note sul prologo (le note e i simboli a lapis sono di solito risultato del passo successivo, cliccare per ingrandire).

Quadernetto: impostazione revisione 1

Quadernetto: impostazione revisione 2 e note prologo

Al termine di ciascuna parte mi sono poi annotato le osservazioni e le questioni rimaste in sospeso. Ecco ad esempio alcune delle note sulla prima parte che ho trascritto sul quadernetto in questa fase:

Quadernetto: note sulla prima parte

Dopo la revisione (ho impiegato 55-60 giorni), ho inviato a parecchi beta-readers: amici più o meno competenti nel campo, che approfitto per ringraziare, come Alessandro, Carlo, Francesco, Franco, Jacopo, Luca, Milli, Simona, nonché i miei genitori e i miei suoceri. Ringrazio poi, in particolare, Alessandro “Okamis” Cannella e Andrea Cattaneo, amici della rete che mi hanno dato molti suggerimenti e fatto alcune segnalazioni, commentando il testo capitolo per capitolo.

Che cosa ho fatto più o meno in contemporanea con l’arrivo dei feed-backs e delle osservazioni dei beta-readers e dell’editor della Dalai, anche facendo tesoro di alcuni dei loro consigli/suggerimenti? Un’ennesima revisione. Alla fine ho riempito due quadernetti di appunti. Come potete notare dall’immagine riportata qui sotto, se non altro, le note per capitolo sono diminuite:

Quadernetto: note capitoli ultima revisione

Una volta completata l’ultima revisione, basata anche sulle note dell’editor della casa editrice, il testo è passato al correttore di bozze. E poi? Poi è tornato a me, che ho riletto il tutto e ho fatto le ultime sofferte modifiche e scelte: virgole, sinonimi e altri cambiamenti non sostanziali. Come quello evidenziato qui sotto, che mi è costato un paio di ripensamenti. La frase a effetto, che funziona, o la purezza dello stile e la massima coerenza con il punto di vista?

Bozze: pagina 354

Infine ho ricontrollato tutto il lavoro del correttore di bozze…

E adesso mi devo proprio rassegnare a separarmi dal libro e a consegnarlo ai lettori.

2011 19 ago

Il burattinaio: la sovraccoperta

Author: Redazione Categories: Immagini, Ringraziamenti, Stesura del seguito

Il lavoro di ideazione, costruzione e realizzazione della copertina è stato completato a metà luglio, dopo un mesetto di proposte, studi, modifiche e ripensamenti. Ringrazio Mara Scanavino, l’art director della Dalai, per il risultato finale e per la pazienza.

In futuro forse mostrerò le “prime copertine” e qualche passaggio intermedio (le scelte effettuate per giungere al risultato finale sono state molto sofferte…), ma per il momento mi limito all’immagine definitiva. Eccola:

Che ve ne pare?

In contemporanea al lavoro di realizzazione grafica, utilizzando come base di partenza la scheda inviata a marzo ai librai, abbiamo pensato ai testi per la quarta di copertina e per i risvolti. Per chi fosse interessato, questo un file intermedio su cui abbiamo lavorato, in particolare per decidere quale quarta di copertina (ovvero quale estratto dal testo) scegliere:

Il burattinaio – risvolti e SCELTA della quarta di copertina

E questo il file contenente i testi definitivi:

Il burattinaio – risvolti e quarta di copertina DEFINITIVI

Infine, ecco il link all’immagine dell’intera sovraccoperta, completa di quarta e risvolti. Preferisco proporvela in versione pdf (formato che non è consentito utilizzare per l’inserimento delle immagini direttamente negli articoli) per non ledere troppo alla qualità (è possibile ridurre le dimensioni una volta aperta l’immagine).

Sovraccoperta de “Il burattinaio”

Che ne pensate?

Pareri, impressioni e commenti sono come al solito graditi.

“Il burattinaio” è ora in mano al correttore di bozze. Qualche altro giorno, poi il testo non si potrà più toccare. E finalmente avrò davvero finito.

Da qualche tempo a questa parte, mia figlia (quasi 4 anni) non fa altro che brindare a “Il burattinaio”. Si è resa perfettamente conto di quanto abbia condizionato la mia vita. Gli ultimi mesi sono passati con lei che continuava a chiedermi: “L’hai finito il burattinaio?” E io: “No, non ancora. Ancora un pochino…”
Be’, adesso è quasi finita e tra poco potrò dirle: “Sì. Ho finito.”

Ho dedicato due anni di vita a questo romanzo, ma sono molto soddisfatto. Sono convinto che non avrei potuto fare meglio, il libro è proprio come avevo immaginato e voluto che fosse.
Salvo imprevisti, sarà in libreria il 27 settembre. Spero tanto che lo apprezzerete.

A breve, penso che dedicherò un articolo più approfondito sulle ultime fasi di lavorazione del libro, l’editing e la copertina.

2011 25 lug

Recensione su “LOST in a BOOK”

Author: Redazione Categories: Rassegna Stampa, Recensioni

In questi ultimi mesi mi sono dedicato anima e corpo al lavoro di revisione/editing de “Il burattinaio”, ma finalmente sono in dirittura di arrivo: da qualche giorno sto rileggendo le bozze. Nelle ultime settimane al lavoro sul testo si sono poi affiancati gli impegni per la generazione/supervisione della copertina, dei risvolti, della quarta, della mappa… Insomma, so di aver un po’ trascurato il blog, ma non potevo fare altrimenti.

Mi faccio vivo solo per segnalare una nuova recensione de “L’acchiapparatti”, apparsa di recente sul blog di VentoDiPoesia, “LOST IN A BOOK“. Ringrazio Stefania per le parole spese a commento del libro e per aver sottolineato la presenza di sorprese e colpi di scena, nonché gli aspetti atipici che ne caratterizzano trama e personaggi. Il link è questo.

Come al solito, riporto la recensione anche qui sotto:

Continua a leggere…

2011 30 giu

Editing, Il burattinaio, Capitolo 1

Author: Redazione Categories: Editing, Immagini, Stesura del seguito

Ecco il capitolo 1: “Riesumazione”.

“Il burattinaio” si apre al crepaccio nelle Terre di Confine, là dov’era terminato “L’acchiapparatti”. Sono passati più di quattro anni da quando il Boia di Giloc è precipitato nell’Abisso. Un manipolo di Guardiani dell’Equilibrio è stato inviato dall’Arconte Ossor a far luce sulla vicenda.

Il punto di vista è quello di Fulciero, il capitano delle guardie di Giloc già incontrato ne “L’acchiapparatti”.

Qui sotto riporto l’immagine di un pezzo di pagina del quaderno su cui scrissi le prime idee-note a proposito di questo capitolo, qualche tempo prima di affrontarne la stesura (cliccare per ingrandire):

Prime note-idee capitolo 1

Ed ecco il testo:

Il Burattinaio – Capitolo 1

Come al solito commenti, segnalazioni e suggerimenti sono graditi. Ho ancora qualche perplessità su alcuni pensieri di Fulciero. In particolare quello indiretto a chiusura della prima scena (pagina 3, “E se le sue indicazioni si fossero rivelate sbagliate?”) e quello diretto in chiusura di capitolo (al termine di pagina 10, “Ma alle spalle ti chiama “La Serpe”, bastardo. E bastardo lui che mi ha spedito quaggiù”).

P.S.: Ho quasi terminato la revisione.