Ecco il post che potrebbe dare il via alla prossima micro-storia.
A me piace molto scrivere le “scene d’azione”. Un po’ perché ciò mi permette di inquadrare meglio i particolari e focalizzare i dettagli di una scena che ho immaginato (ho sempre desiderato saper disegnare bene dal vero), un po’ perché sono passaggi particolari, in cui sento di poter/dover osare e sperimentare per ottenere l’effetto che voglio. A mio parere, infatti, le scene di azione richiedono un linguaggio e uno stile differenziati, particolari. Il ritmo deve accelerare, sono preferibili frasi brevi e paratassi, in alcuni casi può essere efficace procedere dando come dei flash di immagini consecutive; si deve comunque cercare di aumentare la densità di informazioni fornite, curando la chiarezza ma evitando al tempo stesso prolissità e dettagli che possano rendere lenta la lettura.
Questo post è concepito per dare inizio a un racconto breve che mi auguro possa essere concluso in 3 o al massimo 4 tappe. L’idea sarebbe quella di partire nel bel mezzo dell’azione, completamente in medias res… Cercando di definire la situazione (e recuperando le informazioni necessarie) attraverso dettagli, allusioni, pensieri… Tutti interventi brevi, ma densi di possibili significati. L’azione dovrebbe essere al centro di questo primo pezzo e possibilmente fornire lo spunto per l’intero racconto.
I link alle note e “regole” riguardanti la stesura delle micro-storie si trovano nella pagina MICRO-STORIE nella barra del menù principale.
TRACCIA:
Scegliere un personaggio “strano” (con una caratteristica peculiare, o affetto da malformazioni, o sordo, o muto…) che assiste a una scena d’azione-movimento molto particolare, o addirittura impensabile, quasi assurda. Una scena di pericolo (fisico), oppure di conflitto (interiore), o comunque di tensione. Scrivere e descrivere (possibilmente facendo vedere, sentire e udire) la scena dal punto di vista del personaggio “spettatore” cercando di imprimere al pezzo un crescendo di tensione che porterà il personaggio a intervenire, a buttarsi nell’azione… e a cacciarsi nei guai?
MATERIALE:
Ecco alcuni possibili suggerimenti o elementi attivanti (potete servirvene o meno):
- Scrivere 3 o 4 righe che descrivano il personaggio che assiste all’evento e che diano un’idea della sua storia. Informazioni proficue, che in qualche modo possano far nascere idee, come il motivo della particolare sua “sensibilità” alla scena. Ad esempio Quiburno, un mendicante che vive di elemosina, proclamandosi un “mangia-peccati”… Che significa mangia-peccati? Ed è riconosciuto come tale dalla comunità o è soltanto una sua convinzione? E quando…
- Fare uno schizzo più o meno dettagliato del luogo dell’azione (visione prospettica o dall’alto), cercando di pensare a elementi che potrebbero essere utili e di stabilire approssimativamente dimensioni e distanze. La locazione potrebbe essere all’esterno: un mercato, tra vicoli sudici, in una rete di fogne, sotto un palco… Oppure all’interno: una taverna scavata nelle viscere della terra, un tempio, una stalla, un rudere ritenuto “infestato”…
- Stabilire infine in che momento del giorno avviene l’azione e riflettere sulle possibili conseguenze di questa scelta. In pieno giorno? Nel cuore della notte? Al tramonto? Nelle nebbie che precedono l’alba?
Infine, un esempio concreto tratto dal provvisorio capitolo 14 del seguito dell’acchiapparatti:
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